03:28 02 Giugno 2020
Economia
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La diffusione del coronavirus in Italia (26 marzo - 3 aprile) (101)
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Secondo i calcoli effettuati da Confesercenti, le aziende italiane hanno già perso 18 miliardi di euro di ricavi a causa dell'emergenza Coronavirus.

L'emergenza Covid-19 in Italia sta causando, secondo quanto riferisce Confesercenti, grosse perdite di liquidità alle imprese italiane calcolabili in circa 18 miliardi di euro. Tra i settori più colpiti ci sono il commercio, il turismo e la ristorazione, che da soli hanno già perso 11,5 miliardi di ricavi. La soluzione di Confesercenti per riuscire ad arginare il problema è fare pressione sul credito, ma i meccanismi del decreto Cura Italia non stanno funzionando.

"La sospensione delle attività è necessaria per vincere il contagio, e la salute pubblica rimane la priorità. Occorre però sostenere le imprese con un’iniezione rilevante di liquidità, per permettere loro di far fronte all’azzeramento dei ricavi e agli obblighi nei confronti di fornitori e dipendenti. Purtroppo, nonostante il Cura Italia abbia messo a disposizione misure per favorire l’accesso ai prestiti, troppe imprese non riescono ad ottenere risposte positive dagli istituti di credito. E anche le banche disponibili si stanno scontrando con un eccesso di burocrazia che, di fatto, impedisce loro di utilizzare gli strumenti messi a disposizione con il decreto", ha affermato la Presidente di Confesercenti Patrizia De Luise.

"Imprese ed autonomi sono allo stremo. Bisogna dare fiato alle imprese per aiutare anche chi lavora. Servono soluzioni concrete: chiediamo all’ABI un impegno per sbloccare la situazione. Al governo chiediamo invece di garantire l’attuazione delle misure adottate, ma anche di trovare ulteriori soluzioni per facilitare e velocizzare l’accesso alla liquidità delle imprese. A partire dalle garanzie: è urgente sbloccare subito la piena potenzialità del Fondo Centrale, superando i limiti imposti dal regolamento europeo ‘de minimis’ sugli aiuti di Stato" ha proseguito la Presidente di Confesercenti.

"L’Unione Europea si è già pronunciata favorevolmente sulla possibilità: l’esecutivo deve solo notificare la decisione. È un intervento necessario, altrimenti molte imprese saranno tagliate fuori dai benefici introdotti con il Cura Italia" ha concluso De Luise.

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