18:56 30 Marzo 2020
Economia
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Con il prezzo del petrolio sceso stabilmente al di sotto dei 30 dollari al barile, sono molti gli analisti a pensare che l'attuale crisi petrolifera possa essere soltanto all'inizio.

La nuova epidemia di Covid-19 ha portato con sé uno scossone nei mercati petroliferi, portando ad un crollo verticale del prezzo del petrolio, ormai stabilmente sotto i 30 dollari al barile, per dei livelli mai visti dal biennio 2002-2003.

Secondo alcuni analisti del gruppo Goldman Sachs e di Cittigroup, tuttavia, il peggio potrebbe ancora dover arrivare.

Il rischio concreto, hanno spiegato gli esperti a Bloomberg, è quello che, nei prossimi mesi, il greggio potrebbe essere 'venduto' in alcuni casi anche con saldo negativo per far fronte alle carenze dal punto di vista logistico e delle capacità di stoccaggio.

Diciotto società di oil trading su venti, secondo la rinomata rivista americana, avrebbero già dato per assodato il calo al di sotto dei 20 dollari, con il punto più basso che potrebbe essere raggiunto in un periodo compreso tra le prossime settimane e la fine dell'anno.

Sebbene ufficialmente non siano autorizzati a parlare in pubblico, sono già in molti a credere che "la soglia dei 20 dollari possa essere facilmente abbattuta" entro fine aprile.

In questo scenario, molti operatori potrebbero iniziare a fare scorte di petrolio, continuando in tal modo a sostenere l'offerta, mentre secondo altri la discesa potrebbe continuare finché i produttori non vedranno completamente annullarsi i propri profitti, ritrovandosi così costretti a dover interrompere la produzione.

"(Questa crisi, ndr) è come l'operazione Desert Storm, Enron, l'11 settembre, gli uragani Katrina e Rita e Lehman Brothers tutti in una volta", ha dichiarato a Bloomberg  Stephen Schork, presidente dell'agenzia di consulting Schork Group.

 

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