23:15 08 Aprile 2020
Economia
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Gli Stati Uniti acquisteranno 77 milioni di barili di petrolio sul mercato interno per la riserva strategica, il volume del primo acquisto sarà di 30 milioni di barili. Lo ha reso noto il dipartimento dell'Energia del paese.

“Su ordine del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il dipartimento dell'Energia riempirà la riserva strategica di petrolio alla sua massima capacità, acquistando 77 milioni di barili di greggio prodotto negli Stati Uniti”, si legge in una nota del dicastero energetico statunitense.

Nella giornata di oggi il dipartimento dell’Energia del paese ha pubblicato una sollecitazione all’acquisto del primo lotto di 30 milioni di barili.

“Il dipartimento dell’Energia intraprende immediatamente delle misure per supportare i produttori di petrolio degli Stati Uniti che affrontano perdite potenzialmente catastrofiche a causa di impatti del COVID-19 e perturbazioni nei mercati petroliferi internazionali da parte di attori stranieri", cita il comunicato le parole di Dan Brouillette, segretario all'energia degli Stati Uniti.

Il ministero ha affermato che gli acquisti saranno effettuati principalmente da piccoli e medi produttori americani di petrolio. Secondo Dan Brouillette, questi produttori risultano particolarmente colpiti dagli ultimi avvenimenti sul mercato.

Steven Winberg, il vice segretario all'Energia, ha dichiarato che il ministero è pronto ad acquistare 685.000 barili al giorno.

"La riserva strategica ha una vasta infrastruttura di impianti di stoccaggio di petrolio, oleodotti e infrastrutture offshore lungo il Golfo del Messico. Con tutto questo la Riserva Strategica di Petrolio contribuirà a ridurre gli effetti delle perturbazioni nel mercato petrolifero sulla nostra economia", ha affermato Winberg, le cui parole sono citate nel comunicato.
I calo dei prezzi del petrolio al mondo

I prezzi mondiali del petrolio sono scesi ai minimi degli ultimi 17-18 anni.

Molti produttori statunitensi sono stati colpiti dal calo dei prezzi del petrolio a causa del costo di produzione relativamente più elevato rispetto ai maggiori produttori, tra cui Russia e Arabia Saudita.

Il mercato petrolifero è stato inoltre influenzato dall'interruzione dell'accordo OPEC +, dal momento che i Paesi del cartello e la Russia non sono riusciti ad accordarsi sulla modifica dei parametri dell'intesa per la riduzione della produzione di petrolio e sul suo prolungamento.

A partire dal prossimo 1° aprile l'accordo finora in vigore cesserà di essere vincolante. In aggiunta Riyadh ha annunciato un aumento della produzione e una riduzione dei prezzi dell'oro nero, provocando così il primo tonfo. Dall'inizio dell'anno le quotazioni del petrolio si sono più che dimezzate.

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