17:43 12 Luglio 2020
Economia
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Dall'inizio dell'anno il prezzo del petrolio ha subito un crollo verticale che lo ha portato da circa 66 dollari al barile ben al di sotto dei 30.

Nonostante il prezzo del greggio abbia già subito dei pesanti ribassi nel corso delle ultime settimane a causa dell'epidemia di Covid-19, il momento no dei mercati petroliferi potrebbe essere soltanto all'inizio e, prossimamente, la situazione potrebbe soltanto andare a peggiorare.

A lanciare l'allarme è il norvegese Jarand Rystad, considerato uno dei maggiori esperti del settore e fondatore di Rystad Energy, che ha rivelato la sua preoccupazione al quotidiano Dagens Næringsliv: 

"E' uno degli eventi più drammatici che abbia mai vissuto. Si può paragonare alla crisi finanziaria, a Chernobyl e alla crisi petrolifera del 1986", ha spiegato Rystad.

Per Rystad la guerra sui prezzi dell'oro nero, scatenata dalla pandemia di coronavirus, potrebbe causare un'ulteriore crollo fino a 10-15 dollari al barile

"Poi si dovranno chiudere i rubinetti. Potremmo ritrovarci a dover pagare per disfarci del petrolio", ha aggiunto l'esperto.

Una luce in fondo al tunnel

Secondo il fondatore di Rystad Energy, tuttavia, la congiuntura attuale non è destinata a perturbare i mercati a tempo indefinito e, anzi, è già possibile vedere una luce in fondo al tunnel:

"Ma se il prezzo del petrolio rimarrà a questi livelli per un anno e mezzo, si verranno a creare le migliori premesse per una sua successiva impennata. Più andiamo a fondo, più forte sarà la risalita", ha concluso l'analista.

Il crollo dei prezzi del petrolio

A scatenare la crisi è stato il mancato accordo all'interno dell'OPEC+ sul taglio alla produzione del greggio, con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Russia che hanno scelto di aumentare il proprio output di diversi milioni di barili al giorno.

Ieri il prezzo dei futures di maggio per il petrolio Brent è crollato di oltre il 13 percento in questa giornata, raggiungendo i 24,88 dollari al barile. A sua volta la quotazione del petrolio WTI è scesa di quasi il 23 percento, raggiungendo i 21,1 dollari al barile, mentre il North Sea ha perso 14 punti scendendo a 24,67 dollari.

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