17:40 08 Luglio 2020
Economia
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La DEPA (Domestic Energy Producers Alliance) statunitense condurrà un indagine per rivelare se abbia avuto luogo il dumping da parte di Russia, Arabia Saudita e altri paesi sul mercato petrolifero, ha affermato un membro del consiglio esecutivo dell’ente Harold Hamm.

Hamm ha dichiarato in un’intervista a Fox Business che Mosca e Riyad “inondano” il mercato con il petrolio e in tal modo "attaccano direttamente" i produttori americani.

"Loro sfruttano i vantaggi della pandemia del Coronavirus per focalizzarsi su questo settore e devastarlo. (...) Possiamo fermarli? Certo, che possiamo", ha detto Hamm.

Nella settimana prossima i paesi membri della OPEC+ non sono riusciti a trovare un consenso circa le modifiche dell’accordo sulla riduzione di estrazione di petrolio e la proroga di esso.

Mosca non ha accettato la proposta degli altri paesi per ridurre ulteriormente la produzione a causa della diffusione del Coronavirus, ed ha offerto di mantenere le condizioni esistenti. L'Arabia Saudita, a sua volta, insisteva su un'ulteriore riduzione della produzione di petrolio ed abolizione di tutti gli obblighi imposti in conformità con l’accordo precedente a partire dal 1 aprile.

Domenica scorsa l’Arabia Saudita ha annunciato che avrebbe aumentato la produzione di petrolio a 12 milioni di barili al giorno. In seguito i prezzi del greggio sono calati bruscamente: il prezzo dei future di maggio per la miscela Brent è sceso a 34,12 dollari al barile. Il costo dei future di aprile sul petrolio greggio WTI è sceso a 31,45 dollari al barile.

Nella giornata di oggi, secondo quanto riferito da Bloomberg, Arabia Saudita ha proposto ai paesi europei il petrolio con sconti senza precedenti, si tratta di un prezzo di circa 25 dollari a barile.

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