16:18 28 Marzo 2020
Economia
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Il debito privato avrebbe raggiunto livelli da capogiro, arrivando ad attestarsi intorno ai 100 trilioni di dollari americani.

Jesse Colombo, l'economista che mise il mondo in guardia la grande crisi economica del 2008, è tornato ad avvertire i mercati che un nuovo crack, ancora peggiore, potrebbe essere alle porte. A riportarlo è il portale britannico The Independent.

Colombo ha messo in evidenza che già oggi sui mercati immobiliari e finanziari internazionali, tra cui ovviamente quelli di Europa e Stati Uniti, si sono venute a creare delle nuove "bolle" che, a suo dire, potrebbero scoppiare in qualunque momento.

Per l'analista, la diffusione del coronavirus non sarebbe il fattore contingente capace da solo di scatenare il crack, ma potrebbe fungere soltanto da "dito sul grilletto":

"Stavamo andando verso la recessione ancor prima che si cominciasse a parlare di coronavirus", ha sottolineato Colombo.

L'economista ritiene che la nuova crisi potrebbe essere anche peggiore della precedente, in quanto la quantità di debito  accumulata negli anni nei diversi settori finanziari ha raggiunto quote da capogiro, andando a toccare i cento trilioni di dollari.

La grande recessione del 2008

L'ultima grande crisi economica, definita anche grande recessione, ha attanagliato il mondo dal 2007 d il 2013 ed è scoppiata negli Stati Uniti d'America nel 2006 in seguito alla crisi dei subprime e del mercato immobiliare, innescata dallo scoppio di una bolla immobiliare, producendo a catena una grave crisi finanziaria nell'economia americana e assumendo carattere globale.

Momento simbolo della crisi fu il fallimento della banca d'affari Lehman Brothers, che annunciò la propria bancarotta il 15 settembre 2008.

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