07:23 30 Novembre 2020
Economia
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Lunedì 9 marzo il governo libanese ha annunciato che non sarà in grado di pagare 1,2 miliardi di dollari di eurobond in scadenza a causa della crisi economico-finanziaria.

Tale annuncio si può considerare una dichiarazione ufficiale di default. Così il Libano si è ritrovato ad essere la nazione più debitrice al mondo in questo momento. Gli esperti libanesi hanno spiegato a Sputnik per quale motivo il governo libanese abbia deciso di agire in questo modo e se i creditori adiranno le vie legale contro Beirut.

"Non c'era altra scelta"

L'esperto di economia Bilal Alama considera l’annuncio effettuato dal governo libanese circa l’impossibilità di rimborsare i creditori come l’unica soluzione alla situazione venutasi a creare.

“Questa decisione è stata molto difficile per il governo libanese. Il Libano sta attraversando una situazione economico-finanziaria molto complessa. Per il governo sarebbe alquanto complesso stabilizzare la situazione dall’interno: introdurre nuove tasse o adottare nuove misure economiche potrebbero scatenare reazioni negativi da parte della popolazione. A mio avviso, il governo potrà però trovare un approccio che non diventi una spada di Damocle per i libanesi. Il primo ministro Diab, da quanto si è capito, intende condurre riforme economiche strutturali. Questo vuol dire avviare un processo lungo e complesso. Per questo, annunciare il default è stata la misura necessaria verso il risanamento dell’economia”, ha spiegato.

Della stessa opinione è anche il politologo Hasan Shakeer il quale ritiene che il governo abbia operato la scelta giusta tra la tranquillità dei creditori e il benessere dei propri cittadini.

“Il governo libanese ha deciso di interrompere il pagamento dei propri debiti, considerata la difficile situazione economica del Paese. Effettivamente questa mossa era l’unica corretta nella situazione attuale. Il Libano non ha proprio le risorse per ripagare i propri debiti: l’unica soluzione è ristrutturarli. Quest’anno il Libano era indebitato per 4 miliardi di dollari, stando alle stime del Ministero delle Finanze. Se il governo avesse rimborsato questa cifra ai creditori, miseria e carestia avrebbero atteso il Paese”, ha osservato il politologo.

Raggiungere un accordo con i creditori

Ma la dichiarazione ufficiale di default non è che l’inizio. Ora il governo libanese dovrà affrontare lunghe trattative con i creditori sia interni sia stranieri circa un’eventuale e parziale ristrutturazione del debito. Ma sono pochi i creditori che acconsentiranno ad agire in questo modo: qualora non siano d’accordo, sarà necessario adire le vie legali.

“Quanto ai creditori, alcuni potrebbero adire le vie legali se non saranno soddisfatti dell’esito delle trattative. Tuttavia, qualora non si voglia ristrutturare il debito, sarebbe molto più facile dilazionarne il pagamento. E questo effettivamente è quello che aveva proposto all’inizio il governo libanese. Quindi, credo che i creditori necessitino anzitutto di un dialogo efficace con il governo. È improbabile che si arrivi ad adire le vie legali”, ha spiegato Hasan Shakeer.

Anche Imad Akoush, ricercatore in scienze economiche, ritiene che il governo libanese sarà in grado di negoziare con i creditori: del resto, questi erano consapevoli dei rischi.

"Dopotutto, Beirut non si sta rifiutando di pagare il debito. Pertanto, questa posizione non dovrebbe indurre i creditori ad adire le vie legali. Inoltre, tutti erano a conoscenze dei rischi a cui andavano incontro e il governo libanese ha assicurato loro la piena osservanza degli obblighi internazionali. Pertanto, a mio avviso, tutte le criticità di natura finanziaria potranno essere risolte in seguito alle trattative mediante provvedimenti che saranno approvati dal governo stesso”, ha sottolineato l’esperto libanese.

La voce del governo

A sua volta, il deputato del parlamento libanese Saleem Aoun in un’intervista rilasciata a Sputnik ha spiegato in che modo il governo sta affrontando la situazione attuale.

“Siamo entrati in una fase di riforme radicali che interessano la politica economica del Paese. Gli ultimi rivolgimenti sono fondamentali: siamo pronti a rigettare le politiche fallimentari da Stato redditiere e ad avviare invece riforme economiche strutturali. Anzitutto, è stato necessario risolvere il crescente problema debitorio: ogni volta che il governo tentava di coprire vecchi debiti, si ritrovava a ricevere nuovi prestiti. Così non si sarebbe potuto continuare a lungo”, ha spiegato.

Per quanto riguarda i prossimi passi, il deputato ha osservato che al Libano servono tempo ed energie per risanare l’economia con perdite minime per la popolazione.

“No, questo non vuol dire in alcun modo che non vogliamo estinguere il nostro debito. Stiamo solo chiedendo ai crediti di ridurre la cifra totale e di prorogare il pagamento sugli eurobond. Speriamo che in occasione delle prossime trattative con i creditori riusciremo ad appianare la questione. Contiamo che l’interruzione dei pagamenti sulle obbligazioni venga percepita da parte dei creditori in maniera corretta: il governo necessita delle risorse per risanare l’economia”, ha concluso Aoun.

Al momento il governo libanese sta conducendo le trattative con i creditori tentando di elaborare una tabella di marcia che sia ottimale per entrambe le parti coinvolte.

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