19:42 12 Luglio 2020
Economia
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Intanto il prezzo del petrolio continua a calare, con il Brent che ha toccato quota 47 dollari al barile, la più bassa da giugno 2017.

L'Arabia Saudita, il primo esportatore di greggio al mondo, è pronta ad incrementare la propria produzione di petrolio.

Stando a quanto riportato da Bloomberg, il regno potrebbe riuscire a far segnare un aumento record pari fino a 12 milioni di barili al giorno.

Commentando quella che sembrerebbe essere una decisione già presa all'interno dell'establishment saudita, un esperto ha definito tale mossa "l'equivalente di una dichiarazione di guerra nel mercato del petrolio".

Secondo le stime, la massiccia crescita della produzione di petrolio in Arabia Saudita potrebbe portare ad un ribasso sostanziale dei prezzi, che potrebbero calare fino a toccare addirittura i 30 dollari al barile.

Il fallimento delle trattative di OPEC+

Nei giorni scorsi si è assistito al fallimento dei negoziati tra i membri di OPEC+, dopo che non si è riusciti a giungere ad un accordo condiviso sulla riduzione dell'output petrolifero, alla luce dell'epidemia di Covid-19.

A Vienna, sede del summit tra i 24 membri di OPEC+, il ministro dell'Energia russo, Alexander Novak, ha respinto un ultimatum su un taglio collettivo alla produzione di greggio, affermando che la Russia gestirà incrementerà la propria produzione, pur impegnandosi a continuare la collaborazione con OPEC+ e a concordare dei piani a lungo termine.

Il prezzo del petrolio continua intanto nella propria discesa, con il Brent che ha perso oltre l'8,5%, calando al di sotto dei 46 dollari al barile per la prima volta dal giugno 2017.

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