23:43 08 Aprile 2020
Economia
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All'inizio di marzo Kazan ospiterà una seduta della commissione intergovernativa russo-serba per la cooperazione economica (MPK, in russo).

In un'intervista rilasciata a Sputnik, il capo della missione commerciale russa a Belgrado Andrey Hripunov ha spiegato i vantaggi dell’estensione del Turkish Stream per la Serbia, le innovazioni russe richieste dalla parte serba, quali benefici ottengono i produttori serbi dalle sanzioni dell'Occidente contro la Russia.  

– Tra pochi giorni la Russia ospiterà una seduta della commissione intergovernativa per la cooperazione economica. Quali saranno i temi all'ordine del giorno? 

– Il 4 e 5 marzo si terrà una seduta della commissione intergovernativa a Kazan.

Il presidente russo Vladimir Putin si è prefissato l'obiettivo di aumentare a 250 miliardi di dollari le esportazioni totali di prodotti diversi da materie prime e fonti energetiche entro la fine del 2024. Attualmente sono stimate a circa 125 miliardi di dollari, ed entro la fine del 2024 dovrebbero quasi raddoppiare.

Stiamo valutando la possibilità che nuove aziende russe arrivino in Serbia, e all’MPK parleremo, in particolare, delle eventuali forniture di prodotti russi nel settore automobilistico. Stiamo parlando, anzitutto, di mezzi pubblici quali autobus, filobus, tram. Questo permetterà alle nostre aziende di affermarsi sul mercato serbo. Come dimostrano le trattative e le prassi, le nostre attrezzature sono di alta qualità e competitive.

Il mercato serbo offre l'opportunità di entrare anche nei mercati di altri Paesi. Molte aziende, comprese quelle dei Paesi che hanno aderito alle sanzioni, entrano in Russia attraverso la Serbia. Un esempio è l'azienda slovena Gorenje, forse una delle prime ad aprire qui tre o quattro stabilimenti. Per la Serbia questo significa creare nuovi posti di lavoro, contribuire al bilancio pubblico. Anche le aziende italiane stanno localizzando qui la loro produzione che poi finisce sul mercato russo.

Vediamo la Serbia anche come un luogo tramite il quale penetrare i mercati di altri Paesi. Prevediamo di discutere le questioni legate alla localizzazione della produzione della Federazione Russa in Serbia in occasione della commissione intergovernativa, per valutare in quali settori e aree potrebbe funzionare. Parleremo anche del miglioramento del nostro inquadramento giuridico e contrattuale.

– Il settore energetico rimane la base della presenza russa nell'economia serba?

– L'industria manifatturiera e l'energia sono i settori principali della nostra cooperazione bilaterale. Nel settore dell'energia, la nostra cooperazione si sta sviluppando in modo piuttosto dinamico. L'arrivo di Gazprom ci ha permesso di trasformare la NIS (Naftna Industrija Srbije, industria petrolifera serba) nella principale fonte di rifornimento del bilancio serbo: circa il 15% delle entrate di bilancio sono generate dal pagamento delle tasse di questa società.

Si tratta anche di progetti strategici globali: l’estensione del , l’espansione del sito di stoccaggio sotterraneo di gas di Banatski Dvor, la costruzione e l’ammodernamento della raffineria di Panchevo. Ci sono grandi prospettive nel settore dell'energia elettrica. La società russa OJSC Power Machines lavora attivamente qui da molti anni e ha dato prova del proprio valore. Si sta completando la ricostruzione della centrale idroelettrica di Dzherdap-1 e in futuro si procederà all’ammodernamento della centrale idroelettrica di Dzherdap-2.

Gazprom Energoholding sta costruendo la centrale termoelettrica di Panchevo con una capacità di 200 megawatt. Si sta valutando la costruzione di centrali a ciclo combinato in Serbia. La prima è prevista a Kragujevac. Poi tali centrali elettriche potranno essere costruite a Belgrado, Niš e Novi Sad.

Il costo di questi progetti è stimato nell’ordine di miliardi di dollari. Questi grandi progetti stanno anche contribuendo allo sviluppo dell’economia serba. L'anno scorso il PIL serbo è cresciuto di circa il 4,2% e oggi la Serbia è l'economia più in crescita in Europa per questo parametro.

– La posa del gasdotto che attraverserà la Serbia dal confine bulgaro fino all'Ungheria e che servirà per ricevere gas dal Turkish Stream è quasi completata. Il progetto prevede la costruzione di una stazione di compressione del gas. Quali sono le prospettive future del progetto?

– La parte principale e più lunga dei lavori di posa del gasdotto in Serbia è stata completata. Spero che presto il gasdotto si riempia di carburante blu. La Serbia sta diventando un Paese di transito e, secondo i volumi di gas naturale dichiarati, le entrate annuali nel bilancio ammonteranno a circa 180 milioni di euro.

Parliamo di ricavi derivanti dal transito, ma parliamo anche di stimolare la crescita dell'industria, la costruzione di nuovi impianti a ciclo combinato, la conversione dei mezzi pubblici all’utilizzo del gas e, a lungo termine, anche a parte del trasporto su ferrovia. Al contempo sarà possibile in un prossimo futuro convertire la maggior parte delle aziende all’utilizzo di carburanti più economici e, soprattutto, più ecologici.

La conversione delle imprese e delle famiglie all’utilizzo del gas, la riduzione dell'uso di carbone e olio combustibile, l’abbandono della legna per il riscaldamento delle case rappresentano enormi opportunità di miglioramento del sistema ecologico del Paese. In Serbia, purtroppo, a causa dell'uso di combustibili solidi da parte di imprese e famiglie, l'aria è inquinata. A mio avviso, è ora di abbandonare queste risorse.

– Durante la visita di Putin nel gennaio 2018 le più grandi aziende russe ad elevato contenuto tecnologico hanno presentato i loro progetti innovativi alla leadership serba. Vi sono risultati concreti in tal senso?

– Durante la visita del Presidente è stato dato un forte impulso allo sviluppo della cooperazione nei settori ad elevato valore tecnologico e in quello delle innovazioni. Sono stati conclusi accordi di cooperazione con partner serbi. Fra le aziende interessate alla cooperazione vi sono, ad esempio, Roskosmos, Rosseti, Rostech, Rosatom. Le delegazioni serbe hanno più volte visitato lo Skolkovo Innovation Center.

Per la costruzione ad opera della RZD (società delle ferrovie russe, NdT) di un unico centro di controllo per la circolazione dei treni per le ferrovie nazionali in Serbia è stata elaborata una tabella di marcia. Un’altra tabella di marcia è stata messa a punto anche per la costruzione del Centro per la scienza, la tecnologia e l'innovazione nucleare che ricalca l’esperienza di Rosatom. È un po' presto per parlare di scadenze specifiche, lasciate che sia l'azienda stessa a comunicarle. I piani sono concreti e ambiziosi. Ci auguriamo vivamente che in un futuro molto prossimo questo progetto venga sviluppato ancor più attivamente.

Ci aspettiamo che nascano anche nuovi progetti. Ad esempio, BL Group ha avviato la sua attività in Serbia puntando sulle nuove tecnologie nel campo dell'illuminazione di strade, strade, edifici e strutture. Presso il monumento dedicato ai Liberatori di Belgrado la società si è occupata degli aspetti illuminotecnici e si sta occupando ora di nuovi progetti. L'azienda illuminerà, tra l’altro, anche la più grande chiesa ortodossa al mondo, ossia il Tempio di San Sava a Belgrado.

Ci siamo dotati di un gruppo speciale per la cooperazione strategica nel campo della digitalizzazione, guidato dal ministro dell'Innovazione serbo Nenad Popovic e dal vice ministro russo dell'Industria e del Commercio Oleg Bocharov. Nel prossimo futuro prevediamo di tenere una riunione nell’ambito di questo gruppo. Le decisioni che saranno prese daranno un ulteriore impulso allo sviluppo della cooperazione nel campo delle innovazioni e delle attività ad elevato contenuto tecnologico.

– In che misura la Serbia è riuscita a guadagnare sulle sanzioni inflitte dall’Occidente alle forniture russe?

– L'anno scorso le esportazioni serbe verso la Russia hanno raggiunto il traguardo record di un miliardo di dollari. Subito dopo l'introduzione delle sanzioni contro la Russia da parte dei Paesi occidentali, insieme alla Camera di commercio e dell'industria serba è stato istituito un centro di coordinamento per assistere e sostenere i produttori serbi ad entrare nel mercato russo. Ai produttori serbi sono state spiegate in quali regioni e quali prodotti commercializzare, le modalità di sdoganamento, i controlli sanitari, le certificazioni richieste all'azienda e sui prodotti.

In ambito agricolo la nostra cooperazione si sta sviluppando in maniera egregia. In breve tempo le aziende serbe sono riuscite ad aumentare le loro forniture alla Russia. Si noti che le forniture alimentari sono più che raddoppiate e hanno raggiunto i 400 milioni di dollari. Va altresì detto che non stiamo parlando di forniture una tantum, ma del consolidamento a lungo termine della presenza serba in alcune nicchie. Si tratta di mele, frutti rossi congelati, formaggi e prodotti a base di carne. Si sono stabiliti buoni contatti tra il Ministero dell'Agricoltura serbo, il Rosselkhoznadzor (organo preposto al controllo sui prodotti agricoli, NdT) e altri organi di controllo.

In futuro si prevede di aumentare l'offerta di prodotti serbi in Russia. Oltre a generi alimentari e prodotti agricoli, si prevede di estendere l’offerta a macchinari, elettrodomestici, rubinetteria, pompe, medicinali, pneumatici per auto, detersivi, vestiti, scarpe, materiali da costruzione e prodotti dell’industria cartaria. La gamma di prodotti serbi forniti alla Russia viene costantemente diversificata e ampliata.

Nel 2019 siamo riusciti a concludere l’accordo sulla zona di libero scambio tra la Serbia e l’Unione economia eurasiatica. Non è ancora entrato in vigore: la ratifica è in corso negli Stati membri dell'Unione. Ci auguriamo che entri in vigore quest'anno. Questo sarà un ulteriore incentivo a sfruttare il potenziale di questa regione. Ad esempio, vi sono diverse società serbe che investono in Russia e che vi stabiliscono i loro uffici di rappresentanza e le loro filiali.

Nonostante il calo dei prezzi dell'energia, si prevede a ragione che nel 2020 il fatturato commerciale tra Russia e Serbia, che nel 2019 ammontava a circa 3,6 miliardi di dollari, cresca. Inoltre, si spera che si possano raggiungere nuovi livelli di cooperazione non solo in termini di forniture classiche, ma anche di cooperazione russo-serba con l'accesso a mercati terzi.

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