20:21 07 Aprile 2020
Economia
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Pensavano che sarebbe diventato il cibo del futuro. E invece...

E invece prezzi inaccessibili, forte concorrenza e, sopratutto, scarso interesse dei consumatori verso il prodotto, hanno portato al collasso la maggior parte delle aziende che avevano scommesso sull’allevamento dei grilli per uso alimentare.

Nonostante l’attenzione dei media per gli insetti ‘commestibili’ e le massicce campagne che pubblicizzavano grilli e le larve come alternativa sostenibile e rispettosa di ambiente e clima alla carne, l'eccitazione è svanita nel giro di pochi anni, ha riferito l'emittente finlandese Yle, concludendo che “i finlandesi non sono ancora pronti a mangiare grilli”.

E forse non lo saranno mai, potremmo aggiungere. D’altra parte, anche non volendo fare polemiche di ‘gusto’, era chiaro che a 100 euro per un chilogrammo di grilli surgelati, non ce l’avrebbero potuta mai fare.

Il boom degli allevamenti di grilli in Finlandia era iniziato esattamente nel settembre del 2017, quando il Ministero dell'agricoltura del Paese scandinavo aveva permesso l'allevamento e la vendita di insetti come cibo, una decisione resa possibile da una revisione (in Italia particolarmente contestata) delle norme alimentari dell'UE.

Di lì a poco, il numero delle strutture per la riproduzione di questi ortotteri era aumentato vertiginosamente, visto che si parlava di ricavi potenziali nell’ordine dei miliardi di euro. Nel 2018, nei pressi di Loviisa (tra la capitale e il confine con la Russia), era nata la più grande fattoria di grilli d’Europa, la quale risultava capace di produrre centinaia di tonnellate di ‘farina’ di insetti all'anno.

Negli anni successivi, tuttavia, il gran frinire si attenuò e gli allevatori iniziarono a subire gravi battute d’arresto a causa della crescente concorrenza reciproca, proprio in concomitanza con il diminuire della domanda.

​Secondo Lauri Jyllilä della società Finsect, che promuove il cibo per insetti, al culmine dell'entusiasmo c'erano oltre 70 aziende nel settore del cibo per insetti in Finalndia. Ora ne rimangono circa 50, senza che vengano fondate nuove società.

Il prezzo dei grilli congelati ha raggiunto i 100 euro al chilogrammo, ha detto Jyllilä, spiegando come questa soglia fosse troppo costosa anche per il più convinto dei consumatori ecologici.

"Il costo dei grilli appena congelati dovrebbe essere di 10-15 euro al chilogrammo per essere appetibile", calcola Jyllilä.

Panu Ollikkala, residente a Kurikka, uno dei primi specialisti finlandesi nell'allevamento di grilli, ha abbandonato la competizione nell'autunno del 2019.

“La domanda era inadeguata. D’altra parte abbassare i prezzi avrebbe significato scendere sotto la soglia di redditività”, ha rivelato lo scoraggiato Olikkala al media del suo Paese.

La fattoria Kouvola, propagandata come la più grande d'Europa, seguì l'esempio poco dopo. L'imprenditore Vesa-Matti Rajamäki ha ammesso di aver perso la fiducia nell’industria del grillo. Numerosi allevatori di insetti che non sono riusciti ad avere successo si sono lamentati del fatto che il massiccio sostegno dato dalle autorità alla tradizionale industria della carne renda praticamente impossibile la concorrenza.

“Sono state dette molte belle parole sul business degli insetti. Sono state aperte molte fattorie e sono stati presi prestiti bancari ", hanno dichiarato gli allevatori Kirsi e Jouko Siikoine. La coppia intende già chiudere l’attività aperta appena nel marzo 2020. "La cosa più onesta è mangiare insetti (cit.), eppure il settore è andato a rotoli”.

L'Università di Turku, l'Istituto finlandese per le risorse naturali e l'Agenzia finlandese per la sicurezza e le sostanze chimiche, hanno avviato un progetto denominato "Insetti nella catena alimentare" e hanno concluso che la principale difficoltà è ottenere l'approvazione dei grandi consumatori. Perfino le persone che rinunciano alla carne per il bene dell'impronta di carbonio o sono sensibili ai principi salutisti, preferiscono comunque le proteine di origine vegetale.

I grilli vengono spesso macinati in polvere e aggiunti a pane, barrette proteiche e cioccolato. Tuttavia, dopo una promozione su larga scala, molti di questi prodotti sono gradatamente spariti dal mercato.

​Il principale punto di forza della dieta a base di insetti è la ridotta impronta sull’ambiente. Secondo i produttori finlandesi di insetti, un singolo chilogrammo di grilli richiede solo un litro di acqua, a fronte di 2.500 litri per un chilo di riso e l'enormità dei 15.400 litri per un chilo di carne bovina. Si dice anche che gli insetti siano ricchi di proteine. Nonostante tutto l’industria non decolla. E non riescono a spiegarsi perché. Proprio non riescono.

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