04:32 29 Novembre 2020
Economia
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Lunedì, il principale negoziatore commerciale di Boris Johnson, David Frost, ha apertamente ribadito la posizione del suo capo secondo cui un Regno Unito post Brexit non rispetterà le regole dell'UE e respingerà il cosiddetto approccio a "parità di condizioni" di Bruxelles. Questo non sembra andare a genio alla Francia.

La Francia potrebbe provocare un ritardo nella firma del mandato negoziale dell'UE con la Gran Bretagna, poiché il presidente Emmanuel Macron sta facendo pressioni per una posizione più dura e condizioni più impegnative da imporre all'ex membro UE durante i colloqui post-Brexit, ha riferito Bloomberg citando funzionari che hanno familiarità con la questione.

I restanti membri dell'Unione Europea hanno pianificato di terminare la discussione sulla firma del mandato questa settimana, un documento che delinea l'insieme di parametri per i negoziatori UE con il Regno Unito per tutto il 2020 e la firma il 25 febbraio. Tuttavia, l'ostinazione della Francia riguardo alle cosiddette questioni di parità di condizioni ha causato disaccordi tra i partner dell'UE, il che potrebbe causare un eventuale ritardo nella pubblicazione del documento e persino posticipare l'avvio dei negoziati con la Gran Bretagna.

Una delle questioni in gioco è la cooperazione UE-Regno Unito nei confronti dei richiedenti asilo, poiché la Francia vuole ottenere la sostituzione dell'accordo precedente relativo al trattamento degli espulsi dal Regno Unito e chiede che questa condizione sia aggiunta all'ambito dei negoziati commerciali.

La prima bozza del mandato negoziale dell'UE che è stata pubblicata in seguito all'uscita della Gran Bretagna dal blocco il 31 gennaio richiede Londra d'istituire un organo indipendente per cooperare con la Commissione europea e rimanere conforme alle norme dell'UE in materia di concorrenza e aiuti di Stato. Queste richieste sono state respinte con veemenza da Londra.

Lunedì, il principale negoziatore della Brexit del Regno Unito, David Frost, ha dichiarato nel suo primo discorso pubblico che attenersi alle norme dell'UE, e rimanere quindi sotto la supervisione della Corte di giustizia europea, avrebbe solo minato l'intero senso della Brexit. Frost ha anche difeso l'idea che la Gran Bretagna dovrebbe semplicemente concludere un accordo di libero scambio con l'UE come "qualsiasi altro stato indipendente" e diventare sia "partner politico" dell'UE che "concorrente economico".

Questa posizione ha fatto eco al discorso di febbraio di Boris Johnson, in cui il primo ministro ha sostenuto che "non era necessario un accordo commerciale che comportasse l'accettazione delle norme dell'UE sulla politica di concorrenza" o qualsiasi altra questione.

Il Regno Unito ha lasciato ufficialmente l'UE il 31 gennaio ed è ora in un periodo di transizione di 11 mesi per discutere le sue future relazioni economiche e politiche con i 27 rimanenti Stati membri dell'UE. Il ministro degli Esteri francese Jean-Yves le Drian in precedenza aveva segnalato che Londra e Parigi avrebbero potuto "farsi a pezzi fra di loro" durante i negoziati che inizieranno a marzo.

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