17:03 28 Marzo 2020
Economia
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La Coldiretti lancia un nuovo allarme – dopo quello sul rischio siccità, dei ritardi per le produzioni ceralicole e per le fioriture arboree anticipate, ora arriva l’allarme api e quello delle cimici asiatiche. Il caldo anomalo sta facendo credere a flora e fauna che sia già arrivata la primavera, e se invece proprio adesso arrivasse una gelata?

“Che fretta c’era, maledetta primavera”, a cantarla però questa volta non è Loretta Goggi ma la Coldiretti. Una canzone che fa tremare i polsi a tutti gli agricoltori della penisola.

Alcune associazioni agricoltori avevano lanciato i primi allarmi già due settimane fa - Coldiretti Puglia e la Confagricoltura Sicilia avevano cercato di avvertire le autorità locali e nazionali dei rischi impliciti correlati alle premature fioriture e tutto quello che potrebbe comportare questa primavera anticipata.

Ora si muove la Coldiretti a livello nazionale con la relazione sul monitoraggio realizzato sugli effetti delle temperature anomale di questo inverno fin troppo mite. 1,65 gradi sopra la media storica del periodo, è stato calcolato, quanto basta per poter mandare potenzialmente in tilt quasi tutta l’agricoltura.

In particolare un rischio enorme lo starebbero correndo ora le api, spiega la Coldiretti, che calcola siano circa 50 miliardi gli esemplari risvegliati con almeno un mese di anticipo dal milione e mezzo di alveari italiani.

Com’è possibile che appena due gradi in più possano fare tanta differenza?

Le api e gli altri imenotteri non vanno tecnicamente in letargo in inverno ma in quello che viene chiamato ‘riposo attivo’. In questo periodo rimangono nell’alveare a consumare il miele incamerato nella stagione buona e svolgere ‘faccende domestiche’ per così dire. Quando le temperature salgono sopra i 10 gradi possono anche uscire di tanto in tanto a cercare qualche fiore invernale. Quando però le temperature superano per un periodo relativamente continuato i 15 gradi credono che sia arrivata la primavera e si comportano di conseguenza. Appunto il caso cui stiamo assistendo in questi giorni. Ma cosa accadrebbe se arrivasse una gelata proprio adesso? Ovvio – un disastro. Per le api e per i fiori, considerando per altro che quelli arborei significano interi raccolti di frutta che andrebbero persi.

Il caldo favorisce la Cimice Asiatica

C’è dell’altro, fa notare la stessa Coldiretti nel suo rapporto: le alte temperature potrebbero non solo ingannare le api ma favoriscono sicuramente la cimice asiatica, l’insetto killer dei raccolti che è arrivato dall’Asia ed ha devastato campi e frutteti di 48mila aziende in Italia con un danno che nel solo ultimo anno ha superato i 740 milioni di euro. Se l'alta pressione continuasse a prevalere, garantendo temperature miti e costanti su gran parte dell'Italia, il nuovo rischio potrebbe arrivare da una possibile siccità, dallo scostamento del ciclo biologico di alcune culture e dal fatto che cimice asiatica o altri infestanti potrebbero proliferare senza possibilità di contegno.

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