14:56 02 Giugno 2020
Economia
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Secondo quanto emerge dal Censimento permanente delle imprese 2019 di Istat, nel triennio precedente (2016-2018) si è avuta in Italia una ripresa delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato, specialmente nel settore delle assicurazioni e farmaceutico.

Secondo i dati Istat riportati nel Censimento permanente delle imprese 2019, negli ultimi anni il settore dell'impresa ha avuto un recupero, con un aumento dell'occupazione e in particolare una ripresa delle assunzioni a tempo indeterminato. La rilevazione diretta è stata realizzata tra maggio e ottobre del 2019, l’anno di riferimento dei dati acquisiti dalle imprese è il 2018.

"Nel triennio 2016-2018, caratterizzato da una decisa ripresa dell’occupazione, l’acquisizione di risorse umane ha coinvolto il 52,2% delle micro e il 77,3% delle piccole imprese, per coinvolgere pressoché tutte le aziende nelle classi dimensionali superiori. Tra le microimprese, la domanda di lavoro è stata più limitata in quelle immobiliari, dove ha assunto risorse poco più di un’impresa su 5, e nel manifatturiero, l’industria del legno (meno di quattro imprese su 10). [...] Un ruolo centrale è stato svolto dalle assunzioni a tempo indeterminato, che hanno riguardato il 70,1% delle imprese con assunzioni" si legge nell'analisi Istat.

​A livello settoriale emergono quote elevate per le assicurazioni (97%) e la farmaceutica (95,4%). Nel Mezzogiorno l’utilizzo dei contratti a tempo indeterminato per i nuovi assunti (72,3%) è stato superiore a quello delle altre ripartizioni geografiche: Nord-ovest 71,2%, Centro 69,4%, Nord-est 67,0%.

Il 53,8% le imprese che hanno utilizzato i contratti a tempo determinato (49,3% nelle microimprese), in particolare nel settore della ricettività turistica (85,4%); solo il 9,1% delle imprese ha utilizzato il lavoro in somministrazione, diffuso soprattutto nelle imprese con 500 addetti e oltre (57,4%).

Il Censimento permanente delle imprese ha interessato un campione di 280 mila imprese con 3 e più addetti, corrispondenti al 24,0% delle imprese italiane, che producono però l’84,4% del valore aggiunto nazionale, impiegano il 76,7% degli addetti (12,7 milioni) e il 91,3% dei dipendenti.

 

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