08:50 10 Aprile 2020
Economia
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Norme più stringenti per i b&b che si offrono sulla piattaforma on line. Chi affitta più di tre appartamenti sarà fiscalmente trattato come un'impresa.

L'esplosione del settore turistico italiano negli ultimi anni, ha visto nascere una miriade di b&b gestiti a livello familiare. Si tratta di attività agevolate dalla normativa fiscale che non li considera come imprese. Sui cosiddetti "affitti brevi" è infatti applicata una cedolare secca.

Ma un conto sono le famiglie che arrotondano affittando una stanza, un altro sono quelle attività che in virtù delle agevolazioni fiscali fanno concorrenza sleale agli hotel. 

Per questa ragione, il ministro della Cultura, Dario Franceschini, secondo quanto riferisce La Stampa, ha annunciato sostanziali cambiamenti che saranno presto discussi in Parlamento, con una corsia preferenziale. "Non è possibile che ci sia chi finge di avere Airbnb, e invece sono attività d'impresa mascherate - ha detto il ministro - Presto porterò una norma in Consiglio dei ministri”.

L'assenza di una regolamentazione non permettere di distinguere tra chi “chi affitta nello spirito originario di Airbnb e chi invece maschera una normale attività di impresa”. Si parla di oltre 500mila appartamenti offerti sul web, un fenomeno che ha portato alla crescita di un certo tipo di turismo esponenziale, ma di fatto ha reso più semplice eludere il fisco mascherando un'attività imprenditoriale da "affitto breve", tassato con cedolare secca del 21% e senza gli obblighi che gravano sulle normali aziende turistiche. 

Il tetto di tre appartamenti

"Il tema di Airbnb va governato in modo intelligente, è un fenomeno che ha portato anche un tipo di turismo interessante a cui l'Italia non può rinunciare, ma va regolato", ha chiarito Franceschini.

L'idea a cui sta lavorando il governo è quella di lasciare i benefici dell'affitto breve a chi offre meno di tre appartamenti. Oltre questa soglia l'attività non sarà più considerata un b&b ma sarà sottoposta agli stessi oneri e adempimenti fiscali delle altre aziende del settore turistico.

La norma è stata già sottoposta al ministero dell'Economia e potrebbe diventare legge prima dell'estate 2020.

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Turismo, Italia
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