14:51 02 Giugno 2020
Economia
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Alla fine tutti i membri della Ue devono entrare nell'eurozona, ma il governo bulgaro deve garantire la competitività e la stabilità dell'economia finché il Paese è in "sala d'attesa". Questo parere è stato espresso dal capo di Stato bulgaro Rumen Radev.

Il presidente bulgaro ha citato il Portogallo come esempio di stagnazione economica.

"Quando il Portogallo è entrato a far parte dell'Unione Europea, successivamente per diversi anni di seguito si è registrata una crescita economica. Entrando nell'eurozona, il Portogallo è finito in una profonda stagnazione economica. E così è stato per circa 11-12 anni. Solo negli ultimi 2 o 3 anni hanno iniziato a risalire. Questo è quello che hanno condiviso con me il presidente del Portogallo, il premier del Portogallo ed i presidenti di altri Paesi in cui è crollato il tenore di vita: si tratta dei Paesi del sud, come Portogallo, Italia, Grecia. <...> La questione è se la nostra economia sia abbastanza progressiva da svilupparsi nell'eurozona", ha dichiarato il presidente bulgaro ai giornalisti.

Il governo deve spiegare all'opinione pubblica se le azioni intraprese porteranno ad un'economia competitiva in futuro, ha detto Radev.

Nella giornata di ieri l'organizzazione "Società progressista" ha chiesto un referendum sull'adozione dell'euro.

Secondo il rappresentante dell'organizzazione Rosen Milenov, negli ultimi 30 anni il Parlamento ha preso decisioni che non soddisfano gli interessi del popolo bulgaro.

"Al momento tutto avviene nel silenzio e senza i dibattiti con gli esperti. Le persone devono decidere se accettare l'euro o mantenere il lev come valuta nazionale", ha detto.

Tra le domande da porre agli elettori devono esserci: "Volete preservare il lev bulgaro e non far entrare la Bulgaria nel meccanismo valutario e non accettare l'euro fino a quando lo stipendio medio raggiungerà il livello medio nell'Unione Europea?"; "Volete che sia avviato un referendum nazionale obbligatorio dopo aver raccolto almeno 50mila firme di cittadini raccolte in non più di quattro mesi?"

Il vicepresidente del parlamento e il leader del partito Volia Veselin Mareshki ha inoltre dichiarato che avrebbe avviato un referendum e creato una commissione per gestirlo.

"La prima domanda, che sta diventando sempre più importante sullo sfondo di eventi recenti, è se vale la pena introdurre l'euro in Bulgaria", ha dichiarato Mareshki in precedenza.

La scorsa settimana il Parlamento bulgaro ha appoggiato la proposta di modifica della legge sulla valuta, per abolire la protezione legale del tasso di cambio del lev fisso, che è di 1.95583 euro. Conformemente a tali modifiche, il tasso di cambio del lev dovrà essere concordato con i membri dell'eurozona, allo stesso tempo le modifiche obbligano il ministro delle Finanze a non discostarsi dal tasso di cambio attuale del lev.

Il Paese dovrebbe entrare nella "sala d'attesa" dell'eurozona ad aprile.

"I cittadini bulgari non avvertiranno alcun cambiamento né nelle loro tasche né nei prezzi per qualunque cosa abbiamo approvato oggi come cambiamento", ha dichiarato Menda Stoyanova, presidente della commissione parlamentare per il bilancio.

Il premier Boyko Borisov ha inoltre commentato l'intenzione della Bulgaria di aderire alla zona euro. Ha notato di essere rimasto sorpreso dalla resistenza per unirsi nella sala d'attesa.

"Non esiste un Paese che introduce l'euro e vive peggio degli altri membri dell'Ue", ha affermato.
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Economia, Società, Italia, Bulgaria, Unione Europea, euro, Eurozona
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