07:06 20 Settembre 2020
Economia
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Coronavirus - 2020 (fine gennaio - 20 marzo) (374)
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Secondo la più importante rete d'informazione economica giapponese, i piani della Apple per l’implementazione della produzione dei nuovi iPhone quest’anno potrebbero saltare a causa della possibile recrudescenza del coronavirus.

Previsioni non ottimistiche quelle del Nikkei Asian Review, periodico economico in lingua inglese della famosa Nikkei Inc., la più grande casa editrice specializzata in notizie economiche del Giappone. Non ottimistiche non solo dal punto di vista economico, dato che riguardano le previsioni su alcune delle possibili ripercussioni a livello produttivo che potrebbe causare il virus, ma non ottimistiche sopratutto perché fanno pensare che le proiezioni di diffusione dell’infezione vengano sottointese esponenziali.

L’intenzione di aumentare la produzione dell’iPhone del 10% in questa prima metà dell’anno potrebbero venire fortemente disattese quando il coronavirus si diffonderà in tutta la Cina, si trova scritto sull’articolo apparso sul giornale del sol levante intitolato “I fornitori asiatici avvertono la Apple sull’impatto del coronavirus”.

La società americana avrebbe chiesto ai suoi fornitori, molti dei quali hanno centri di produzione in Cina, di realizzare fino a 80 milioni di iPhone nella prima metà del 2020, secondo quanto riportato da Nikkei, citando persone che hanno familiarità con i piani dell'azienda.

Apple avrebbe quindi prenotato ordini per un totale di almeno 65 milioni di pezzi dei suoi iPhone più vecchi e altri 15 milioni di esemplari del nuovo modello economico che prevede di svelare a marzo ma del quale progetto nessuno conosce ancora i particolari in dettaglio.

Tuttavia, questa la novità della quale il giornale giapponese reclama l’esclusiva, la produzione di massa che dovrebbe iniziare nella terza settimana di febbraio potrebbe essere ritardata a causa della diffusione incontrollata del virus.

L'epidemia di coronavirus ha finora ucciso più di 100 persone e infettate oltre 4.500 in Cina, bloccando decine di milioni di persone durante le vacanze del Capodanno lunare cinese nonché scosso già i mercati globali.

Le azioni della Apple sono aumentate dell'86% circa nel 2019, sovraperformando un aumento del 29% dell'indice S&P 500. Lo stock ha chiuso a quasi il 3% lunedì, fissandosi a 308,95 dollari, nonostante i timori legati al coronavirus abbiano costretto le case produttrici a fare incetta di chip.

La Apple, con sede a Cupertino in California, ha incassato oltre 142 miliardi di dollari dalle vendite dei soli iPhone nell'anno fiscale 2019, introducendo varianti di smartphone a prezzi più bassi per conquistare anche gli acquirenti più attenti al budget e contrastare le vendite in calo della sua fascia di prodotti più alta.

Lo scorso ottobre, Nikkei aveva riferito che Apple stava chiedendo ai suoi fornitori di aumentare la produzione di modelli di iPhone 11 fino a 8 milioni di unità, pari a circa il 10% in più, suggerendo che la domanda per la nuova versione rilasciata potesse ottenere i massimi favori dal mercato. I piani di successo tuttavia potrebbero finire scombinati dall’imprevisto del coronavirus che, sostengono gli analisti giapponesi, sarebbe destinato ad ingigantirsi fino a ostacolare persino le produzioni.

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