13:34 27 Ottobre 2020
Economia
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La Cina sta guardando con grande interesse ai pagamenti in valuta nazionale con i partner dei BRICS. Lo ha dichiarato in un'intervista esclusiva rilasciata a Sputnik Natalia Stapran, direttrice del Dipartimento di cooperazione economica multilaterale presso il Ministero russo dello sviluppo economico.

Durante l'ultimo vertice, i Paesi BRICS hanno sostenuto l'idea di introdurre un sistema di pagamento unico, alternativo allo SWIFT, per implementare ulteriormente i pagamenti in valuta nazionale.

Il peso dei BRICS nel commercio mondiale è aumentato in maniera significativo. Nel corso di 15 anni il volume delle transazioni societarie nei Paesi dell'associazione è aumentato di 15 volte, passando da 26,5 miliardi di dollari a 388 miliardi di dollari. I BRICS rappresentano oltre il 17% del volume del commercio internazionale e più del 20% degli investimenti diretti esteri globali. Allo stesso tempo, la quota dei pagamenti in dollari tra questi Paesi è diminuita. Come riferito da Kirill Dmitriev, direttore del RDIF (Russian Direct Investment Fund), in Russia la quota del dollaro nei pagamenti commerciali verso l’estero è scesa dal 92% al 50% in 5 anni, mentre quella del rublo è salita dal 3% al 14%.

Alla luce di questo, i BRICS stanno pensando di introdurre un proprio sistema di pagamento, alternativo allo SWIFT, per effettuare i pagamenti nelle valute nazionali. L’attuale approccio con cui sono effettuati i pagamenti commerciali con l'estero tramite SWIFT preoccupa molti: dal momento che lo SWIFT è controllato dagli Stati Uniti, il sistema può essere utilizzato come strumento di pressione politica. Ad esempio, gli Stati Uniti hanno già escluso l'Iran dallo SWIFT, il che ha portato ad un calo del PIL e delle esportazioni del Paese, ad un aumento dell'inflazione e alla svalutazione della moneta nazionale. Di tanto in tanto Washington minaccia di escludere dallo SWIFT anche la Russia. La Cina fino a poco tempo fa non si affrettava ad attuare la dedollarizzazione e il passaggio a sistemi di pagamento alternativi. Tuttavia, il conflitto commerciale con gli Stati Uniti ha dimostrato quanto sia rischioso fare affidamento sulle infrastrutture finanziarie statunitensi, ha dichiarato Natalia Stapran.

"Iniziative quali i pagamenti in valuta nazionale dovrebbero contribuire a semplificare le procedure commerciali. La questione viene discussa attivamente, anche se non è sempre facile con la Cina. È chiaro il motivo per cui i cinesi non hanno fretta.  Perché non ne avevano davvero bisogno. Dopotutto, i pagamenti in valuta nazionale sono uno strumento utile a superare le limitazioni imposte dalle sanzioni. Non appena i cinesi percepiranno che questo potrebbe influire su di loro e rappresentare un ostacolo alle transazioni, non penseranno più ai volumi e al fatturato, ma esprimono un grande interesse”.

Un sistema di pagamento proprio, tuttavia, è apparso in Cina già nel 2015. Si chiama sistema di pagamento internazionale CIPS. Oggi sono più di 20 banche locali e straniere ad essere collegate al CIPS. Il sistema consente di effettuare pagamenti transfrontalieri diretti in yuan. Non è necessario aprire conti di corrispondenza “nostro”. Di conseguenza, i costi e i tempi di transazione si riducono. La Russia ha una soluzione simile, ossia il Sistema di trasmissione dei messaggi finanziari (FMS). Non molto tempo fa è stato comunicato che l'India sta lavorando ad un sistema simile.

Poiché i BRICS hanno già esperienza con sistemi di pagamento propri, all'ultimo vertice di Brasilia è stato proposto di unire gli sforzi e creare un unico meccanismo alternativo per gli accordi reciproci, come ha dichiarato Andrey Bokarev, Direttore del Dipartimento delle Relazioni finanziarie internazionali in seno al Ministero russo delle Finanze, in occasione del Forum Gaidar.

"L'anno scorso l'idea è stata proposta dai nostri colleghi brasiliani sotto forma di un sistema di pagamento transfrontaliero dei BRICS. L'idea era quella di ridurre al minimo il coinvolgimento dei meccanismi legati all'apertura di conti di corrispondenza presso le nostre banche commerciali e di sfruttare invece al meglio le opportunità offerte dalle banche centrali nazionali dei nostri Paesi per tali transazioni. […] Un altro aspetto riguarda la complessità dell'argomento che richiede un ampio ventaglio di soluzioni. Va detto che una tale questione non può essere risolta solo su iniziativa dei regolatori nazionali. Ci deve essere anche un movimento dal basso e un interesse da parte dei partecipanti stessi, ossia anzitutto le banche e le aziende dei nostri Paesi.  E ci deve essere una chiara richiesta e un chiaro interesse a creare tali sistemi. Altrimenti, sarà un meccanismo che non godrà di grande domanda”.

Secondo il funzionario, si è ora alla ricerca di strutture che siano accettabili per tutti i Paesi membri dei BRICS e che permettano la creazione di un sistema di insediamento.

"Dal punto di vista russo, uno dei primi passi potrebbe essere la creazione del Sistema per la trasmissione di messaggi sulle transazioni finanziarie sulla falsariga dello SWIFT. Questo sistema è già utilizzato per i pagamenti in Russia e con alcuni dei nostri appaltatori. Stiamo pensando di estendere questo sistema a tutti e 5 i membri. In futuro parleremo anche dell'implementazione di tutte le altre componenti dei pagamenti reciproci".

La domanda di tali sistemi da parte degli operatori del mercato, di cui ha fatto menzione il funzionario del Ministero delle Finanze, sarà tanto maggiore quanto più conveniente sarà l’utilizzo di un sistema alternativo allo SWIFT. A tal fine, la crescita del volume di scambi non è sufficiente, è necessaria anche un'interfaccia di utilizzo il più possibile semplice. A livello bilaterale, la questione si sta muovendo. Già in autunno è stato comunicato che Russia e Cina potranno collegare i due sistemi nazionali di pagamento propri bypassando lo SWIFT. Per i pagamenti tra società russe e loro clienti in Cina i due sistemi possono essere collegati con l'aiuto di un gateway di rete. Questi portali di rete ricodificheranno i messaggi di pagamento dal formato di un sistema a quello dell’altro. In tal modo, entrambe le parti opereranno su una piattaforma che sia parimenti conveniente senza che questo costituisca alcuna difficoltà. Tuttavia, nulla impedisce che il sistema venga armonizzato anche per gli altri Paesi BRICS.

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dollaro, BRICS
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