09:18 27 Maggio 2020
Economia
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La nuova dirigenza nominata per assistere Alitalia mostra ottimismo, ed è convinta di poter riuscire lì dove tutti hanno fallito negli ultimi 15 anni. Nel 2020 dallo stallo infinito al riassetto.

Non ha dubbi il neo commissario straordinario per Alitalia Giuseppe Leogrande, il 2020 “sarà un anno decisivo per” Alitalia. E dopo oltre 15 anni di danaro pubblico iniettato nella compagnia di bandiera, gli ultimi 400 milioni di euro (non migliaia) poche settimane fa, probabilmente i contribuenti lo sperano.

Leogrande, solo l’ultimo manager arrivato al capezzale di Alitalia, parla in audizione alla Commissione Lavori pubblici del Senato e si dice ottimista sul futuro della compagnia aerea.

“Questo sarà un anno decisivo per avviare una straordinaria operazione di riassetto. C'è l'esigenza di uscire dall'amministrazione straordinaria e rimettersi sul mercato. E' un compito complesso, dobbiamo subito individuare l'efficienza operativa e il risultato economico. L'azienda risponde bene e con puntualità, è seconda in Europa. Dobbiamo introdurre misure per migliorare il risultato economico”.

Alitalia in fase di riassetto

La parola “riassetto” non è usata a caso, perché Alitalia per ora si può considerare in stallo ma, per una strana forza che vince le leggi della fisica, è sospesa in una caduta infinita. Tutti le vogliono evitare l’impatto con il terreno, nessuno c’è mai riuscito fino ad ora e allora la si tiene artificialmente sospesa in volo in una condizione di stallo, iniettando capitali e capitali derivati dalle tasse degli italiani.

Le priorità di Alitalia

Il neo direttore di Alitalia Giancarlo Zeni, audito anch’egli al Senato, presenta il piano che salverà gli italiani dall’emorragia di tasse riversate nelle casse della compagnia di bandiera tecnicamente fallita da oltre 15 anni.

“Redditività” questo è quello che serva ad Alitalia e bisogna crearne “i presupposti”, la soluzione vincente a cui nessuno aveva mai pensato è finalmente arrivata.

Ma diamo fiducia al nuovo corso di Alitalia, al nuovo decennio di voli tricolori perché il direttore generale Zeni sta “aggredendo la costruzione dell’orario della compagnia”, il quale “è l’architrave portante” della società. Tutto si capirà quando il lavoro su questo esercizio sarà portato a termine.

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