16:38 01 Giugno 2020
Economia
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Secondo il Wall Street Journal Francia e Stati Uniti avrebbero raggiunto una tregua sulla questione della tassazione dei giganti dell’informatica americani, evitando, o per lo meno rinviando, una guerra commerciale in materia.

La decisione, secondo il giornale newyorkese, sarebbe arrivata dopo che il Presidente francese Emmanuel Macron ha contattato telefonicamente il presidente Trump domenica cercando un modo per eludere la minaccia delle tariffe ritorsive paventate da questi e nella speranza di riuscire a elaborare un accordo più ampio sulla tassazione digitale, secondo funzionari statunitensi e francesi presi a fonte, pur rimanendo anonimi.

Come parte della tregua, Macron avrebbe accettato di posticipare fino alla fine del 2020 la tassa che la Francia aveva imposto alle grandi aziende tecnologiche lo scorso anno, ha detto un funzionario degli Stati Uniti secondo il giornale. In cambio gli Stati Uniti rinvieranno quest'anno le tariffe di ritorsione, sempre secondo il medesimo funzionario che non avrebbe nascosto il fatto che il Presidente francese avrebbe ceduto sotto la pressione del Presidente americano.

La fonte di parte francese avrebbe sostenuto invece che la Francia non avrebbe ritirato l’imposta digitale ma ne avrebbe solamente sospesa la riscossione, in attesa di un accordo più ampio che si spera possa essere raggiunto entro l’anno.

Lo stesso Macron ha dichiarato in un successivo tweet di aver avuto una “grande discussione” con il Signor Trump e che “lavoreremo insieme su un buon accordo per evitare l'escalation delle tariffe".

Il problema era iniziato lo scorso anno quando la Francia, frustrata dal lento ritmo di discussione a livello internazionale riguardo alla questione delle tassazioni sui giganti informatici, aveva implementato una tassa del 3% sui ricavi delle società tecnologiche con oltre 750 milioni di euro di fatturato globale annuale.

In risposta, gli Stati Uniti avevano minacciato di imporre tariffe fino al 100% su oltre 2 miliardi di euro di prodotti francesi importati, incluso il vino.

Mentre la Francia è stata la prima ad applicare la propria imposta, pur ora congelandola viste le conseguenze che si prospettano, diversi altri Paesi, tra cui l'Italia, Austria e Gran Bretagna stavano studiando un proprio parallelo percorso per arrivare a tassare i grandi della tecnologia di oltre oceano che realizzano enormi profitti di fatto sul proprio territorio.

Il Segretario del Tesoro statunitense Mnuchin è stato tuttavia molto chiaro in proposito esprimendosi in modo, sempre stando a quanto riportato dal WSJ, tutto tranne che diplomatico dicendo che “se Italia e Regno Unito non faranno la stessa cosa che ha fatto il Presidente francese Emmanuel Macron, avremo conversazioni simili con loro e si troveranno di fronte alle tariffe del Presidente Trump.”

Il fulcro della lotta è come aggiornare le vecchie regole fiscali per tenere conto dei giganti tecnologici che si estendono su tutto il globo (primi tra tutti Google e Facebook). Le multinazionali moderne, in particolare quelle con offerte digitali, possono vendere i loro prodotti oltre confine in modo da lasciare null’altro che un modestissimo piccolo profitto imponibile nel Paese in cui i fatturati vengono in realtà realizzati.

L'Unione Europea aveva già tentato l'anno scorso di raggiungere un accordo su una tassa digitale come quella francese ma l’unanimità (necessaria) non è mai stata ottenuta in sede UE dal momento che Paesi più piccoli, ma sedi dei quartier generali regionali delle grandi società americane, come Irlanda e Lussemburgo, si erano opposti.

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