00:18 06 Giugno 2020
Economia
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La conferenza sulla Libia a Berlino (29)
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In Libia, la produzione di petrolio è diminuita di circa 800mila barili al giorno a seguito del blocco dei porti di esportazione da parte dei sostenitori dell'Esercito Nazionale Libico del maresciallo Khalifa Haftar.

Inoltre è fermo il più grande giacimento petrolifero in Libia di El-Sharara. Lo ha riferito la compagnia petrolifera libica National Oil Corporation (NOC).

"Dopo che è stato chiuso l'oleodotto che collega il giacimento di El-Sharara, il più grande del Paese, con la raffineria petrolifera di Ez-Zawiya, tutti i pozzi sono stati chiusi", hanno riferito i media libici. Contemporaneamente oltre ad El-Sharara, il giacimento di El Fil situato nelle vicinanze è stato chiuso. La produzione giornaliera in questi giacimenti è di circa 400mila barili.

E' avvenuto sullo sfondo della richiesta avanzata dal premier del governo di unità nazionale Fayed al-Sarraj a Berlino per riprendere immediatamente le esportazioni di petrolio.

"Il balzo dei prezzi del petrolio è una risposta ragionevole alle notizie dalla Libia e segnala un aumento del nervosismo nel mercato", ha affermato Michael McCarthy, analista di CMC Markets a Sydney.

Fonti nelle tribù della Cirenaica (Libia orientale) hanno raccontato a Sputnik che avrebbero fermato la produzione di petrolio in tutti i giacimenti della Libia. Secondo loro, le attività di 300 pozzi sono già state interrotte e nei prossimi giorni i pozzi nella parte occidentale del Paese verranno chiusi.

Questa informazione è stata confermata dallo sceicco della tribù Zuwayya al Sanusi al Khaliq. Ha rivelato a Sputnik di aver intenzione di fermare la produzione petrolifera in tutta la Libia.

"Tutti i libici sono contro le interferenze straniere e sono pronti a difendere la loro terra con le armi in mano".

"Controlliamo il 99% dei giacimenti petroliferi libici. Pertanto possiamo decidere di chiudere o lanciare la produzione. Ora 372 pozzi sono chiusi. Sono in corso lavori per fermare altri pozzi”, ha affermato lo sceicco al-Sanusi al-Khaliq.

Miftah Abu Khalil, presidente del distretto di al-Kufra (noto anche come Cufra), il più grande in tutta la Libia, che fa parte della Cirenaica, ha detto a Sputnik che "tutte le tribù sono unite nella loro determinazione a resistere a qualsiasi interferenza straniera nel Paese. Le persone sono pronte anche oggi a proteggere la loro terra e la sua ricchezza dagli invasori. Ha osservato che tutte le tribù sono orientate ad un blocco completo della produzione di petrolio". La gente crede che l'economia libica non sarà peggiore di quanto non lo sia ora. Dal 2011 le forze politiche al potere hanno sistematicamente venduto all'estero tutto quello che era possibile.

L'ambiente in Libia è andato in fermento dopo le richieste avanzate a Berlino dal capo del governo di unità nazionale Fayez al-Sarraj in relazione alla ripresa immediata delle esportazioni di petrolio.

Con il fermo delle attività di due giacimenti situati a 800 chilometri a sud-ovest di Tripoli, l'intera industria petrolifera libicaa si è di fatto fermata. Sabato la Libyan National Petroleum Corporation (NOC) ha annunciato una situazione di crisi per forza maggiore dopo lo stop al carico di barili di petrolio presso la baia di Sirte). I porti di esportazione di Ras Lanuf, Es Sidr, Brega, Al-Harig e Zuweitin situati nella zona sono stati chiusi per protesta. Secondo la società, il danno giornaliero ammonta a circa 55 milioni di dollari.

Venerdì, il Forum delle tribù libiche e delle città orientali ha annunciato l'intenzione degli esportatori di interrompere le consegne di petrolio dai porti fino a quando non sarà stato aperto un conto speciale sotto il controllo delle Nazioni Unite per ricevere i fondi derivanti dal petrolio esportato dall'est del Paese. Le tribù e i cittadini della Cirenaica sono estremamente scontenti che tutte le entrate petrolifere siano destinate alla banca centrale con sede a Tripoli. Sostengono che i fondi vengano impiegati per l'acquisto di equipaggiamenti militari, cosa che ad est non vedono con soldi veri.

Tema:
La conferenza sulla Libia a Berlino (29)
Tags:
Fayez al-Sarraj, Khalifa Haftar, Petrolio, Libia, crisi in Libia
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