15:40 20 Gennaio 2020
Economia
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La crescita dell'Italia è appena sopra lo zero scrive il Centro Studi Confindustria nel report mensile congiuntura Flash. Ecco cosa non va in Italia da un punto di vista dell'economia.

Per l’Italia la stagnazione si conferma anche nel quarto trimestre del 2019, a scriverlo il Centro Studi di Confindustria, nell’edizione di gennaio del report ‘Congiuntura Flash’, che fotografa l’economia italiana e mondiale in breve.

L’Italia è appena sopra lo zero, con l’Industria “ancora in difficoltà” anche se a dicembre gli ordini sono “in parziale recupero”. Tuttavia il PMI (Purchasing Managers’ Index) è calato a 46,2. Secondo il Centro studi Confindustria bisogna attendersi un ulteriore calo della produzione nel trimestre.

In contro tendenza il PMI nei servizi, dove è salito a 51,1.

Lo strano effetto dell’occupazione che sale

Da più parti è stato fatto notare la strana situazione di una Italia la cui crescita è sostanzialmente ferma al palo, e di una occupazione che però cresce portando la disoccupazione ai minimi storici.

“È ripartita in autunno l’espansione dell’occupazione (+0,2% a ottobre-novembre sul 3° trimestre), trainata dalla componente dipendente, specie a tempo indeterminato. Gli occupati in aumento a ritmi più alti del PIL implicano un calo della produttività del lavoro (-1,3% da inizio 2018)”, afferma il Centro studi Confindustria.

Cos’è che va male in Italia?

Va male un po’ tutto. A volerli elencare i mali economici dell’Italia non basterebbe un articolo, ma Confindustria ci aiuta a sintetizzare i principali.

  • L’export cresce con molta fatica anche se deve dire grazie alle vendite extra-UE, con il Giappone e la Svizzera tra i mercati più dinamici.
  • I consumi interni restano deboli, la fiducia delle famiglie è comunque in fase di recupero e anche le immatricolazioni di auto sono salite del +2,6% nel quarto trimestre. Ma gli italiani tendono a risparmiare in modo notevole.
  • Non partono gli investimenti. Le imprese non investono o investono poco.
  • Credito in calo. Il volume di prestiti alle aziende italiane si sta riducendo sensibilmente (-1,9% annuo).

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