19:49 06 Aprile 2020
Economia
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Ultime sulle pensioni: una nuova ipotesi, ventilata da Il Sole 24 Ore, prevede il pensionamento anticipato con 64 anni di età e 38 di contributi.

Con l'inizio del nuovo anno è ricominciato anche il lavoro su una possibile riforma delle pensioni, specialmente in vista del termine della validità di Quota 100.

Come è noto, la misura, fortemente voluta dal precedente esecutivo Lega-M5S, prevede il pensionamento anticipato con 62 anni di età e 38 di contributi versati ma tale opzione scadrà il 31 dicembre 2021, rischiando di creare non pochi grattacapi a migliaia di lavoratrici e lavoratori.

Il principale, come hanno fatto notare gli esperti, è quello di creare un cosiddetto 'scalone', generando una situazione per la quale coloro che matureranno i requisiti per Quota 100 al 1° gennaio 2022 non saranno più in grado di usufruire dell'uscita anticipata dal mondo del lavoro e saranno costretti invece ad un attesa della durata di altri cinque anni per ottenere la pensione ordinaria.

Le forze della maggioranza, per evitare situazioni potenzialmente imbarazzanti, hanno per questo già avviato le discussioni per trovare una soluzione che permetta di evitare di incorrere in scenari simili.

L'ipotesi Quota 102

Tra le varie proposte, come riporta Il Sole 24 Ore, sembra prendere piede quella studiata da un gruppo di esperti del Partito Democratico in collaborazione con Alberto Brambilla, vicino alla Lega Nord e specializzato in temi legati alla previdenza sociale.

L'idea dei tecnici sarebbe quella di tentare di 'ammorbidire' lo scalone, introducendo un sistema che preveda, dal 2022 al 2028, di poter richiedere il prepensionamento in presenza di 64 anni di età e 38 di contributi versati.

Sulla carta l'iniziativa sembra poter funzionare, ma esistono delle criticità legate prevalentemente alla riduzione fino al 20-30% dell'importo della pensione per ogni cittadino che dovesse avvalersi di un'ipotetica Quota 102.

Ciò avverrebbe in virtù di un ricalcolo contributivo analogo a quello che già oggi avviene, a titolo di esempio, per quelle lavoratrici che optano per il prepensionamento a 58 anni usufruendo di Opzione Donna.

Le altre proposte

Il sistema elaborato dal gruppo di lavoro di Brambilla e dei tecnici del PD non è tuttavia l'unico che si sta vagliando.

Recentemente, come riportato da Il Messaggero, il presidente dell'Inps Pasquale Tridico, figura molto apprezzata all'interno del M5S, aveva avanzato l'ipotesi di "non fissare una età di uscita dal lavoro unica, ma di legare l'età di uscita al tipo di lavoro svolto", in base anche al grado di logoramento psicofisico al quale ogni lavoratore viene sottoposto svolgendo una determinata professione per un determinato periodo di tempo.

Finora, insomma, si ha l'impressione di essere all'inizio di un cammino che dovrebbe portare, nei prossimi mesi, alla definizione di una soluzione che possa una volta per tutte mettere d'accordo tutti sul sistema pensionistico nazionale.

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