05:26 26 Settembre 2020
Economia
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L'Istituto di statistica nazionale mette in luce una situazione in cui, sebbene si stia ritornando, molto lentamente, ai livelli pre-crisi, la maggior parte delle persone si ritrova a desiderare un lavoro a tempo pieno.

In Italia aumenta la quantità dei posti di lavoro, ma la maggiore crescita la fanno registrare i contratti a tempo parziale.

A renderlo noto è l'Istat che, nel suo rapporto sul terzo trimestre 2019 ha messo in luce una situazione per la quale, nel periodo 2008-2018, gli occupati con un accordo part time hanno fatto registrare un aumento pari ad un milione di unità, passando da 3,3 a 4,3 milioni, con il numero totale dei lavoratori che si è riportato di poco al di sopra dei livelli pre crisi.

In realtà , tali dati mettono anche in evidenza una crescita piuttosto consistente del part time cosiddetto "involontario", con ben il 64,1% dei lavoratori a tempo parziale che dichiara il proprio desiderio di voler passare a tempo pieno.

Facendo un raffronto con il 2008, è possibile vedere che, all'epoca, 3,3 milioni di lavoratori italiani erano titolari di un contratto part time, su un totale di 23,1 milioni di occupati, pari al 14,3%, mentre nel 2018 questa cifra ha fatto segnare un netto aumento, passando passando, come detto, a 4,3 milioni, corrispondenti al 18,5% del totale, mentre coloro che avrebbero voluto un contratto full time, lavorando a tempo parziale, erano il 40,2%.

Più occupazione part time "involontaria" al Sud

Il fenomeno del part time involontario, seppur presente in tutto il Belpaese, risulta essere preponderante nel Meridione, dove il suo tasso di incidenza è passato dal 60,7% del 2008 al 79,6% nel 2018.

Al Nord, invece, la tendenza è più mitigata, sebbene si sia passati dal 30% del 2008 al 55,5% del 2018, con più di un cittadino su due che si trova nella situazione di desiderare un contratto a tempo pieno.

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