03:32 30 Marzo 2020
Economia
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L'ultimo rapporto Istat presenta una situazione in leggero miglioramento, rispetto al 2017, sebbene la forbice tra uomini e donne continui a rimanere ampia.

In Italia gli stipendi sono leggermente più alti, gli uomini continuano a guadagnare più delle donne e, più in generale, i nati in Italia ricevono compensi più alti per le loro prestazioni lavorative rispetto a coloro che sono invece nati all'estero.

E' questo, in buona sostanza, il risultato dell'indagine pubblicata dall'Istat sui differenziali retributivi nel nostro Paese.

Nonostante sia ampia, tuttavia, la forbice tra uomini e donne si è assottigliata nel 2017, attestandosi attorno al +7,4% per una diminuzione pari al 1,4% rispetto al 2014 (+8,8%).

Tale calo, spiega l'Istat, è dovuto sostanzialmente ad una maggiore crescita della retribuzione oraria mediana delle donne, che ha fatto segnare il +2,4% contro l'1% degli uomini.

​Gli italiani guadagnano più degli stranieri

Dall'inchiesta, relativa all'anno 2017, emerge però anche un differenziale piuttosto alto tra i lavoratori nati in Italia e quelli nati all'estero, pari al 13,8%.

Tale valore corrisponde ad una retribuzione oraria mediana di dipendenti nati in Italia, pari all'83% del totale, che arriva fino a 11,53 euro, contro i 10,13 dei nati all'estero.

Cresce la retribuzione oraria media

In linea generale, la retribuzione oraria media risulta in aumento dell'1,7% rispetto al 2014, dello 0,4% rispetto al 2015 e dello 0,3% rispetto al 2016.

Ad influire in maniera sostanziale sulla retribuzione oraria media risulta essere il tipo di contratto, se a tempo determinato o indeterminato, il monte orario, dunque contratti a tempo pieno o parziali e, ovviamente, la qualifica. 

La tipologia di lavoro più diffusa, basata sui contratti a tempo indeterminato (65,5% del totale) e a tempo pieno (68,3% del totale) garantiscono una retribuzione oraria media più alta rispetto agli accordi a tempo determinato e ai rapporti part time, con un gap del 19% e del 17,4% rispettivamente.

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