18:00 08 Dicembre 2019
Cina USA

Cina: "Per accordo commerciale con gli USA è necessario un passo indietro sulle tariffe"

© AP Photo / Andy Wong
Economia
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Per Pechino l'accordo commerciale passa, inevitabilmente, da un cambio di rotta nella politica protezionistica di Washington e da un ritiro completo dei dazi.

Cina e Stati Uniti continuano a trattare per porre fine alla guerra commerciale tra i due paesi e, in questo senso, sembra che buona parte degli sforzi, almeno per quanto riguarda il paese asiatico, si stiano concentrando sul tema dell'eliminazione dei dazi imposti da Washington

Il governo cinese, infatti, continua ad insistere affinché l'amministrazione americana compia dei passi indietro significativi in materia di tariffe, non limitandosi alle sole promesse.

Pechino, come riporta il quotidiano cinese Global Times, considera infatti la rimozione dei dazi una condizione fondamentale per poter giungere ad un qualsivoglia accordo commerciale tra le parti.

"Il solo impegno degli USA nel diminuire le tariffe, fissato per il 15 dicembre, non può  essere equivalente al loro effettivo ritiro", si legge nelle colonne del Global Times.

La guerra commerciale 

L'imposizione di dazi su decine di miliardi di prodotti cinesi da parte degli Stati Uniti, nel 2018, ha portato allo scoppio di un profondo conflitto in ambito commerciale tra due delle maggiori potenze del mondo, causando danni economici significativi ad entrambi i paesi.

Nel corso del mese di novembre, tuttavia, Pechino e Washington hanno iniziato un lento processo di riavvicinamento, chiamato 'fase uno', che nelle intenzioni dei mediatori dovrebbe porre fine alla guerra commerciale.

Una prima bozza di accordo, resa nota nelle scorse settimane, dovrebbe prevedere l'acquisto da parte della Cina di ingenti quantità di prodotti agricoli statunitensi, oltre che il varo di pesanti riforme in materia di difesa della proprietà intellettuale in cambio del ritiro dei dazi americani che, stando alle ultime stime, avrebbero provocato alla Cina perdite pari a 35 miliardi di dollari solo nel primo semestre del 2019.

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