12:14 09 Dicembre 2019
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Spiraglio di libertà: UE si stacca dalla dipendenza finanziaria dagli USA

© AP Photo / Evan Vucci
Economia
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Venti banche europee, inclusa buona parte delle banche francesi e la tedesca Deutsche Bank, hanno elaborato un sistema unico di pagamenti che sostituirà i circuiti statunitensi Visa e Mastercard. Sputnik vi spiega chi aiuterà Bruxelles a conquistare l’indipendenza finanziaria e per quale motivo tale necessità sia sorta proprio ora.

Separazione familiare

Formalmente l’Unione europea conduce una politica economico-finanziaria indipendente, ma in realtà molto di ciò che accade a Bruxelles è determinato dagli umori del Capitol Hill. Analoga è la situazione anche in altre nazioni che effettuano pagamenti in dollari nell’ambito del commercio estero.

Gli europei hanno avuto le prime difficoltà in tal senso a metà del 2018 quando Washington è uscita dall’accordo sul nucleare con Teheran promettendo sanzioni a chiunque avrebbe acquistato greggio iraniano. L’Unione europea si trovò costretta a scegliere: finire vittima delle sanzioni statunitensi oppure rinunciare alle importazioni di greggio per un volume di 500.000 barili al giorno?

La situazione è stata complicata dal fatto che i pagamenti per il greggio vengono effettuati per il tramite della rete di pagamenti SWIFT la quale si trova sotto il controllo degli USA. Washington potrebbe bloccarne l’accesso, il che al momento provocherebbe un’interruzione di qualunque attività commerciale.

Una volta compreso che Washington avrebbe seguitato a ricattare Bruxelles con la chiusura della rete SWIFT con qualsivoglia pretesto (sia nell’ambito della guerra commerciale sia per l’acquisto di GNL russo), gli esperti europei hanno annunciato l’istituzione di un nuovo sistema di pagamenti interbancari, INSTEX.

In tal modo l’Europa ha seguito l’esempio di Russia e Cina le quali già dispongono dei sistemi SPFS (Sistema russo per il trasferimento di messaggi finanziari) e CIPS (Sistema cinese di pagamenti interbancario e transfrontaliero). Tra l’altro a breve entrambe le piattaforme saranno unite e in un momento successivo ad esse si aggiungerà anche il sistema di pagamenti indiano che è ancora in fase di elaborazione.

Questa decisione è stata presa in occasione del vertice dei BRICS che si è tenuto questo mese in Brasile. Si prevede che il sistema unito di pagamenti opererà sul modello della “chiusa” in cui i messaggi relativi ai pagamenti vengono ricodificati in base al sistema finanziario di ogni singolo Paese.

Oltre all’indipendenza dall’aggressiva politica finanziaria americana, tale approccio permette anche di ridurre la dipendenza del commercio dal dollaro: si aprono così grandi possibilità per il pagamento delle merci nelle valute nazionali.

PEPSI invece di Visa

Convinte grazie all’esperienza russa e cinese del fatto che l’istituzione di un sistema di pagamenti proprio indipendente da Washington sia fattibile, le 20 maggiori banche europee hanno presentato un progetto denominato PEPSI (Progetto di sistema di pagamenti paneuropeo) che ha l’ambizione di sostituire Visa e Mastercard in Europa.

PEPSI non soltanto garantirà alle società europee di commerciare liberamente con l’Iran e con altre nazioni invise a Washington, ma priverà i sistemi di pagamento statunitensi di informazioni preziose come quanto e come spendono i cittadini dell’UE. Questo ridurrà le potenzialità di espansione delle società statunitensi sul mercato europeo. Il nuovo sistema di pagamento è utile anche alla Russia: infatti, sarà più facile prendere accordi con la BCE sulla mutua integrazione dei sistemi di pagamento. Non si esclude che a breve nei Paesi dell’UE comincino ad accettare come metodo di pagamento la carta russa Mir.

Un altro possibile strumento volto a togliere dal controllo statunitense il mercato finanziario europeo sono le criptovalute. A inizio ottobre l’Associazione federale tedesca delle banche (di cui fanno parte Deutsche Bank, Crédit Suisse e Commerzbank) ha proposto di creare un euro digitale e di integrarlo nel sistema paneuropeo di pagamenti. Tra l’altro i tedeschi non nascondono che questa iniziativa sia precipuamente volta a contrastare un preciso attore.

“È l’unico modo di contenere l’influenza esercitata dagli USA”, ha osservato l’Associazione definendo Libra, la moneta che Facebook sta tentando di lanciare, come “la ragione di ogni potenziale conflitto economico e politico”.

Ricordiamo che già a fine agosto il governatore della Bank of England Mark Carney ha dichiarato che la dipendenza dal dollaro come valuta di riserva è troppo rischiosa e ha proposto di sostituire il dollaro con una nuova criptovaluta basata sul paniere dei consumi a livello globale.

“In un mondo multipolare abbiamo bisogno di una valuta multipolare”, ha sottolineato Carney il quale ha poi aggiunto che oggi molti Paesi dipendono troppo dalle fluttuazioni dell’economia statunitense. Inoltre, il sistema finanziario mondiale è sbilanciato dal fatto che alcune nazioni registrino tassi di interesse negativi, mentre altre, fra cui gli USA, mantengono tassi chiave al di sopra dello zero.

Secondo il governatore della Bank of England, solamente una nuova valuta (meglio se cripto) è in grado di riequilibrare il sistema.

Tags:
Economia, UE, USA
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