17:31 07 Dicembre 2019
Lingotto d'oro

Anche la Serbia parteciperà alla corsa all’oro?

© Sputnik . Pavel Lisitsyn
Economia
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La Banca nazionale serba è stata incitata dal Presidente Aleksandar Vucic a continuare a rafforzare le riserve auree al fine di creare un baluardo economico per il Paese contro il possibile aggravarsi della crisi mondiale.

Dopo Russia, Cina e Turchia, la prossima ad iscriversi alla grande corsa all’oro sarà la Serbia?

"Penso che dovremmo continuare a comprare oro a causa di ciò che vediamo riguardo alla direzione in cui si sta muovendo la crisi”, ha detto Vucic ai giornalisti di Belgrado, citando il rallentamento della crescita nell'area Euro, il principale partner commerciale della Serbia e sua principale fonte di investimenti.

Il consiglio di Vucic arriva nel momento in cui il Paese ha giù aggiunto altre nove tonnellate di metallo prezioso il mese scorso per aumentare le sue riserve in lingotti a oltre 30 tonnellate. Le riserve auree della Serbia rappresentano ora il dieci percento delle riserve totali del Paese.

La governatrice della banca centrale Jorgovanka Tabakovic, ha dichiarato che il Paese ha speso circa 434 milioni di dollari per l’acquisto dell’oro il mese scorso, ad un prezzo all’oncia di 1,503 dollari. Tabakovic ha affermato che questa acquisizione è solo l'ultima di una serie di iniziative volte a sostenere la stabilità finanziaria modificando la struttura del debito estero e aumentarne la quota detenuta in dinari serbi ed euro.

L'acquisto di oro da parte della Serbia segue l'esempio delle banche centrali di tutto il mondo, prime tra tutte quelle dei maggiori acquirenti Russia, Cina e Turchia. Gli acquisti globali del metallo prezioso sono ammontati a 547,5 tonnellate nel terzo trimestre del 2019. Gli analisti sostengono che la tendenza continuerà probabilmente nei prossimi anni a causa delle maggiori tensioni globali, delle guerre valutarie e del decorso della de-dollarizzazione.

Negli ultimi anni, tra i Paesi detentori delle più grandi riserve auree al mondo si è inserita al quinto posto la Russia, che in un decennio ha quadruplicato i suoi lingotti portandoli, a luglio di quest'anno, a superare le 2.200 tonnellate (2.217,68). Il valore delle riserve russe ora è concorrenziale con quello delle riserve auree italiane (2.451,8 tonnellate) e francesi (2.436,1 tonnellate).

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