23:29 07 Dicembre 2019
La Fed

I 9 sintomi che predicono il futuro declino della prima economia mondiale

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Economia
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A poco a poco l'economia americana si avvicina alla fine del suo attuale ciclo economico caratterizzato da una continua espansione. Ci sono almeno nove allarmanti sintomi che indicano che la più grande economia del mondo è sull'orlo di una recessione.

Il principale economista di Deutsche Bank Securities, Torsten Slok, ha avvertito gli investitori di tener conto del fatto che l'economia americana sta attualmente attraversando un "ciclo economico tardivo" e, quindi, farebbe bene ad agire di conseguenza.

Il ciclo economico è il termine con cui si indica l'alternanza di fasi caratterizzate da una diversa intensità dell'attività economica di un paese: espansione o contrazione. Di norma, i cicli economici medi - noti anche agli economisti come industriali - durano tra 8 e 12 anni.

"Non prevedo che stiamo per entrare in una recessione, ma ci sono alcune caratteristiche che i cicli economici condividono man mano che invecchiano", ha detto l'economista al portale Market Watch.

Secondo l'esperto, il rischio che l'economia americana crolli nel prossimo futuro è maggiore delle previsioni sulla sua espansione. Slok ha poi citato nove sintomi allarmanti che indicano la fine dell'attuale periodo di espansione dell'economia statunitense.

  1. La brusca diminuzione del numero di dipendenti temporanei
    Il presidente della Federal Reserve americana, Jerome Powell, ha avvertito il 13 novembre che due problemi come la lenta crescita della produzione e il basso tasso di occupazione possono costituire una minaccia per l'economia americana a lungo termine. Attualmente, la forza lavoro disponibile negli Stati Uniti sta crescendo ad un tasso dello 0,5%, rispetto al 2,5% negli anni 1960. Inoltre, metà di tale crescita è dovuta agli immigrati.
  2. Le banche riducono l’emissione dei prestiti a consumo
    Un'altra premessa che suggerisce che l'economia americana è a rischio di recessione è la diminuzione dei prestiti concessi dalle quattro maggiori banche del paese che è stata registrata nel terzo trimestre del 2019. In particolare, JPMorgan Chase, la più grande banca americana di attività, ha ridotto il volume dei crediti concessi tra luglio e settembre di 12 milioni di dollari. Si tratta di un calo di oltre l'1% rispetto al trimestre precedente. Le altre tre maggiori istituzioni finanziarie del paese, Bank of America, Citigroup e Wells Fargo, hanno registrato una crescita del credito molto lenta, secondo i media statunitensi.
  3. Aumenta l'importo degli arretrati dovuti dai debitori dei prestiti al consumo
    I ritardi di pagamento sono aumentati dello 0,35% tra il primo trimestre 2016 e oggi, attestandosi al 2,35%, secondo i dati statistici pubblicati dal Consiglio dei governatori della Federal Reserve.
  4. I consumatori non acquistano molti grandi beni di consumo domestico
    Mentre le vendite al dettaglio sono cresciute a ottobre 2019, i consumatori americani hanno speso meno risorse per acquistare costosi articoli per la casa e abbigliamento. Ad esempio, le vendite di dispositivi elettronici ed elettrodomestici sono diminuite dello 0,4%. I negozi di materiali da costruzione hanno visto come i loro profitti siano stati ridotti dello 0,5%, mentre le vendite di abbigliamento sono diminuite dell'1%. I consumatori hanno continuato a spendere lo 0,9% in meno nei negozi di mobili, il calo più grande da dicembre 2018. Hanno anche ridotto le loro spese nei ristoranti e nei bar dello 0,3% e dello 0,8% nell'acquisto di libri e strumenti musicali.
  5. I consumatori sono più ottimisti sul presente che sul futuro
    Se l'economia americana riuscirà a mantenere la sua espansione record nel 2020, sarà perché i consumatori non si perderanno d’animo nonostante le voci che indicano che la recessione sia vicina, scrive l'agenzia Bloomberg. Attualmente, la spesa per i consumi costituisce il 70% del volume dell'economia americana. È una percentuale che nessun altro paese può vantare. Ad esempio, in Cina la cifra è solo del 40%.
  6. Il divario tra la fiducia dei consumatori e quella del mondo degli affari è record
    L'indice di fiducia dei consumatori, stimato da The Conference Board, è sceso da 134,2 punti ad agosto a 125,1 punti a settembre. Questa dinamica ha comportato la più grande contrazione in nove mesi e il più grande calo delle aspettative degli economisti. Queste cifre non si raggiungevano dal 2010. Dall'altra parte però l'indice di ottimismo delle piccole imprese stimato dalla Federazione nazionale delle imprese indipendenti è aumentato di 0,6 punti in ottobre a 102,4.
  7. Gli utili delle imprese che compongono il PIL sono aumentati nel 2015
    Mentre Torsten Slok tiene conto solo dell'aumento registrato nel 2015, la rivista americana Fortune ha riferito che gli utili aziendali rappresentano oggi il 9,8% del PIL degli Stati Uniti. La cifra è superiore al 7,5% che normalmente rappresenta.
  8. Le condizioni che le società devono soddisfare per ottenere un prestito sono sempre più stringenti, secondo uno studio della Federal Reserve
    Nell'ultimo decennio, le società statunitensi indebitate sono entrate nel mercato dei prestiti a leva per ottenere prestiti agevolati. Tuttavia, queste società hanno perso l'appetito nell'ultimo anno per tali prestiti. Inoltre, vi sono dati che indicano la possibilità di aumentare il numero di impegni non realizzati da parte di tali società. È ciò che gli economisti avevano a lungo temuto, riferisce il portale Market Watch.
    "Stiamo osservando numerose indicazioni secondo cui le condizioni del credito stanno diventando più severe non solo nelle ultime settimane, ma negli ultimi mesi. Tra l'altro, l'accesso al capitale per le società con rating più basso è stato ridotto", ha scritto ai suoi clienti il team di Bank of America.
  9. Il tasso d'indebitamento delle società con rating BBB è più elevato che mai
    Questa premessa non è meno importante delle altre, dice Slok. In particolare, implica che lo spread dovrebbe essere più ampio ma che, poiché la banca centrale non smette di stampare banconote, non smette di ridursi.
    Lo spread riflette la disparità tra la redditività del prestito del Dipartimento del Tesoro e quella di una società con la stessa scadenza.
    Questi sono gli indizi che, secondo Slok, indicano che l'economia americana si sta dirigendo verso la fine del ciclo economico caratterizzato dall'espansione. 

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USA, recessione
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