17:27 07 Dicembre 2019

Google avrebbe indebitamente raccolto dati sensibili su 10 milioni di pazienti americani

© AP Photo / Alastair Grant
Economia
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Nuova gatta da pelare per Google, che secondo il Wall Street Journal avrebbe avuto accesso ai dati confidenziali di 10 milioni di pazienti statunitensi.

Un'inchiesta del Wall Street Journal avrebbe messo a nudo un enorme traffico di dati sensibili relativi a circa 10 milioni di pazienti americani di una una delle più grandi compagnie di assicurazione sanitaria, la no profit Ascension, che li avrebbe condivisi con Google.

Il rapporto del WSJ parla di un progetto segreto, denominato Usignolo e gestito da circa 150 dipendenti di Google, il cui scopo ultimo sarebbe stato quello di raccogliere dati per l'elaborazione di nuovi software basati sullo sfruttamento dell'intelligenza artificiale. 

Tra le informazioni trafugate ci sarebbero l'altezza, il peso, le condizioni di salute attuali del paziente e tutta la sua storia sanitaria, incluse eventuali operazioni, prescrizioni di medicinali ed altro relativi a pazienti provenienti da ben 21 stati diversi.

La vicenda è stata confermata anche da Forbes, il quale ha rivelato che parte del progetto Usignolo prevedeva il caricamento dei delle informazioni su dei server in Cloud indicati dalla stessa Google, senza l'ottenimento del consenso dai diretti interessati.

La risposta di Ascension

Immediatamente dopo la pubblicazione del rapporto del WSJ, Ascension ha tempestivamente indetto una conferenza stampa per annunciare la propria partnership con il colosso delle telecomunicazioni, affermando che l'obiettivo della stessa sarà quello di "migliorare la salute e il benessere degli individui e delle comunità".

"Tutti i lavori relativi alla collaborazione tra Ascension e Google (...) sono sorretti da un robusto sistema di sicurezza e di protezione dei dati in conformità con i rigidi standard di Ascension in materia di gestione dei dati personali", si legge nel comunicato stampa di Ascension.

Google e la sanità americana

Per Google non si tratterebbe del primo scandalo legato all'appropriazione indebita di dati legati a pazienti del sistema sanitario americano.

Nel 2017, infatti l'azienda era stata accusata di aver trafugato informazioni relative a decine di migliaia di pazienti del centro medico dell'Università di Chicago, con la quale all'epoca esisteva una partnership, per mettere a punto degli strumenti di machine learning da applicare al settore medico-sanitario. 

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