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09:11 13 Novembre 2019
Arancio

Dalla Spagna all'Italia la crisi del settore agricolo unisce l'Europa

© Sputnik . Vladimir Pesnya
Economia
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Dazi, crisi, concorrenza sleale. Il settore agricolo si trova forse nel momento peggiore nella storia dell’UE.

La settimana scorsa a Strasburgo e a Bonn migliaia di agricoltori francesi e tedeschi sono scesi in piazza per protestare contro la politica comunitaria nel settore agricolo.

Secondo il presidente dell'Associazione degli agricoltori di Valencia Jenaro Aviñó Martínez, la campagna spagnola degli agrumi del 2018-2019 "è stata forse la peggiore degli ultimi 50 anni".

"C'è stato un calo impressionante della redditività nelle aziende agrumicole e molti agricoltori hanno perso i soldi. Molte aree agricole sono state abbandonate e molti ettari della produzione sono andati al macero", ha spiegato in un'intervista a Sputnik.

Secondo il presidente è tutta colpa della Commissione europea perché "firma ripetutamente gli accordi di libero scambio" con gli stati extracomunitari "utilizzando il settore ortofrutticolo e in particolare il settore degli agrumi come una merce di scambio".

Il settore agrumicolo è fondamentale per l'economia italiana. La filiera agrumicola è un patrimonio di eccellenze del Paese: in Italia ci sono 62 mila aziende agrumicole e oltre 129 mila ettari coltivati. La coltivazione si concentra maggiormente nelle province di Catania, Siracusa e Agrigento che da sole rappresentano più del 50% delle superfici e della produzione nazionali. Nel 2018 solo il valore della produzione di agrumi siciliani ha superato i 630 milioni di euro, pari al 13% del valore di tutta la produzione agricola regionale. 

L'espansione degli sbocchi di mercato della produzione agricola e l'aumento delle esportazioni sono le priorità chiave per tutti i paesi europei. Jenaro Aviñó Martínez è stato molto duro sul fatto che la Commissione europea non fa progressi nel raggiungere un accordo con la Russia per "porre fine completamente" al veto agroalimentare imposto dalla Russia in risposta alle sanzioni europee.

"La Russia era il primo paese extracomunitario per le importazioni dalla Spagna e quel mercato si è improvvisamente chiuso", ha detto il presidente. 

"La Commissione europea ci ha rassicurato che avrebbe cercato mercati alternativi, però non li ha cercati. La Commissione europea ha affermato che avrebbe offerto una serie di compensazioni economiche ai settori in crisi, però quelle compensazioni non sono servite assolutamente a nulla", ha detto Jenaro Aviñó Martínez, indicando diverse centinaia di milioni di euro delle perdite subite dalla Spagna nell'ultimo anno.

Arance siciliane in Cina

Per ampiare gli sbocchi di mercato degli agrumi nel gennaio scorso l’Italia ha siglato con la Repubblica popolare cinese un Protocollo che autorizza l’esportazione di agrumi. A seguito del trasferimento alla Farnesina le competenze in materia di commercio estero, è stata adottata una strategia per la promozione delle arance rosse di Sicilia in Cina. 

La strategia prevede le azioni da realizzare in Italia e in Cina dall’organizzazione di una missione di importatori e influencer cinesi in Sicilia nel periodo di raccolta delle arance agli eventi di presentazione del prodotto alla stampa a Pechino curati dall’Ambasciata d’Italia e dal locale Ufficio ICE.

Come se non bastasse il 18 ottobre gli Stati Uniti hanno imposto delle tariffe del valore di 7,5 miliardi di dollari ai paesi dell'Unione Europea. I dazi sono stati introdotti in particolare sui settori agroalimentari di Spagna, Francia, Italia, Germania e Regno Unito.

Di Maio a Pompeo: i dazi ci preoccupano

L'Italia è preoccupata per le tariffe imposte dagli Stati Uniti, lo ha detto il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio alla conferenza stampa congiunta con il Segretario di Stato statunitense Mike Pompeo.

“Difenderemo le nostre imprese, il Made in Italy, le nostre eccellenze. Non faremo sconti, metteremo le nostre forze per aumentare la capacità di esportare e non diminuire le esportazioni” - ha detto Di Maio.

I dazi statunitensi ai prodotti dall’UE

Gli Stati Uniti a partire dal 18 ottobre hanno applicato una serie di dazi del valore di 7,5 miliardi di dollari nei confronti dei paesi dell'Unione Europea.

Questa decisione è stata presa dopo che l'Organizzazione mondiale del commercio ha stabilito che la concessione di aiuti da parte dei governi europei alla compagnia aerospaziale Airbus ha prodotto un reato competitivo per l'industria americana.

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