02:44 20 Novembre 2019

Stop al reddito di cittadinanza per 100mila famiglie

Economia
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La sospensione del reddito di cittadinanza, dovuta alla mancata integrazione delle domande presentate a marzo, farà risparmiare allo Stato circa 2 miliardi di euro. Le famiglie che non riceveranno più il reddito o la pensione di cittadinanza risultano essere 100mila.

Dal prossimo mese circa 100mila famiglie non riceveranno più il reddito di cittadinanza. La motivazione che si trova dietro alla sospensione del sussidio è la mancata integrazione delle domande di richiesta del reddito presentate a marzo, e questa mancanza da parte dei cittadini potrebbe far risparmiare allo Stato circa 2 miliardi di euro. La notizia è stata riportata dal Corriere in base ai calcoli effettuati negli scorsi giorni da INPS.

Circa tre settimane fa, l'INPS aveva contattato 520mila famiglie beneficiarie del reddito o della pensione di cittadinanza attraverso un sms per informare loro dell'obbligo di integrare entro il 21 ottobre le proprie domande di richiesta del sussidio effettuate a marzo, a causa di alcuni cambiamenti nei requisiti necessari per ottenere il reddito. In caso contrario ci sarebbe stata la sospensione dell'assegno fino a quando gli adempimenti richiesti non venissero rispettati.

Mentre l'81% delle famiglie ha rispettato le scadenze, compilando la parte integrativa della domanda, il restante 19%, composto per più della metà da famiglie di extracomunitari, non ha adempito alle richieste dell'INPS causando la sospensione del sussidio. 

In totale circa 100mila nuclei familiari, pari a 943mila cittadini si sono visti sospendere il sussidio, con un risparmio per le casse dello Stato quantificato in circa 2 miliardi di euro per il 2020.

L'importanza di integrare la domanda per il reddito

Il reddito e la pensione di cittadinanza sono stati istituiti attraverso il decreto legge del 28 gennaio 2019, approvato dal Consiglio dei ministri. Dopo discussioni in Parlamento durante l'iter di conversione del decreto in legge, ci sono state delle modifiche e sono state introdotte regole più severe per quanto riguarda i requisiti necessari ad accedere alla misura. Per questo, dopo un periodo transitorio di sei mesi dove sono stati erogati i sussidi è stato richiesto ai cittadini di modificare la domanda. Inoltre le domande presentate a marzo erano state effettuate attraverso un modello che poi è stato successivamente modificato il 2 aprile 2019.

Tra le integrazioni che dovranno essere effettuate dai cittadini richiedenti c'è l'obbligo di dichiarare che la persona non sia sottoposta a misure cautelari (arresto, fermo) né che abbia riportato condanne definitive negli ultimi dieci anni, e che in famiglia non ci siano disoccupati a seguito di dimissioni volontarie (poiché si vuole evitare che uno lasci il lavoro per prendere il sussidio). Per i richiedenti extracomunitari è inoltre previsto l'obbligo di presentare una certificazione delle autorità dello Stato di provenienza tradotta in italiano e bollata dal consolato per accertare il possesso dei requisiti.

Risparmi per lo Stato di circa 2 miliardi

I risparmi dovuti alla sospensione del reddito di cittadinanza ammontano a circa 2 miliardi di euro. Rispetto ai 5,6 miliardi di quest'anno infatti si prospettano circa 7 miliardi di tesoretto per il prossimo anno, che lo Stato deciderà poi come utilizzare.

Tags:
reddito di cittadinanza, INPS
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