11:39 21 Novembre 2019
Il papa Francesco ha fatto l’appello alle diocesi e parrocchie di tutta Italia e Europa

Conti in rosso per la prima volta in duemila anni – se anche il Vaticano scopre la crisi

© AFP 2019 / Vincenzo Pinto
Economia
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Il libro inchiesta di Gianluigi Nuzzi presentato questa sera alla Galleria Sordi si preannuncia come l’ennesimo colpo al fianco di un Vaticano già afflitto da scandali e conflitti interni. Questa volta a venire passati sotto la lente mediatica saranno i conti che, dall’anno scorso per la prima volta dai tempi di Pietro, sono in rosso.

“Le cause? Una gestione clientelare e senza regole che copre abusi, privilegi, contabilità fantasma, e il continuo sabotaggio dell'azione del Papa per cambiare le cose”. Testuali parole che si trovano scritte nell’articolo di presentazione del libro pubblicate non da un giornale anticlericale ma bensì da ‘La Repubblica’.

L’autore del libro intitolato non a caso “Giudizio Universale”, Gianluigi Nuzzi, quello stesso che scrivendo "Peccato originale" aveva già creato non pochi grattacapi alla Santa Sede scatenando l’inchiesta sia vaticana che della procura sui presunti abusi ai chierichetti del preseminario Pio X, presentando la sua ultima fatica va dritto al punto della sua tesi – l’APSA, Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, ha i conti in rosso. Cosa ancora più grave, sostiene, la questione non sarebbe affatto accidentale ma strutturale. L’intero sistema di gestione del patrimonio della Santa Sede sarebbe non solo superato e mal gestito ma anche inficiato da interessi ed egoismi di parte nonchè crisi di fiducia da parte dei credenti che avrebbero sensibilmente ridotto le offerte dopo i vari scandali.

Vero è che il patrimonio anche solo immobiliare della Santa Sede (non contiamo quello artistico che si presume non alienabile) vale sui 2,7 miliardi di euro con il suo mezzo milione di metri quadrati, ma è altrettanto vero che su 4.421 edifici, ben 800 risultano sfitti e dei 3.200 beni in locazione, il 15% è a canone zero (almeno sui conti ufficiali) e metà a prezzi di favore.

L’autore preannuncia che il suo testo non risparmierà anche ulteriori frecciate come quella che riguarda il caso Viganò, il prefetto della Comunicazione costretto a dimettersi dopo l’accusa di aver censurato Ratzinger (non aveva fatto pervenire alcune sue lettere) e promette novità sulle informazioni che si sarebbe scambiato questi con monsignor Georg Gänswein, prefetto della casa pontificia.

Ma la considerazione più malinconica che Nuzzi esprime ai microfoni durante l’intervista è quella che riguarda Papa Francesco – come potrà dare seguito alle sue prediche sull’accoglienza dei migranti, la difesa dei più deboli e riconquistare la fiducia dei credenti se nelle casse mancano le risorse, si chiede:

“...perchè al di là del verbo ci deve essere anche l’azione – se lui non ha i soldi per finanziare un’azione, allora tutto questa diventa molto ridondante”.
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