12:09 21 Novembre 2019
Artico

La dottrina USA nell'Artico: bloccare il passaggio a nordest

© Sputnik . Alexander Liskin
Economia
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Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha presentato al Congresso la Dottrina dell'Artico per bloccare il passaggio a nord est russo. Gli esperti credono che nei prossimi anni l'Artico diventerà un'arena di confronto: da un lato, gli oppositori della passaggio a nord est, guidati da Washington, e dall'altro, la Russia e i suoi partner.

Un documento preparato dal dipartimento militare americano sottolinea che l'Artico "ha un rapporto diretto con la sicurezza nazionale degli Stati Uniti". La missione principale di Washington è quella di "schierare una forza militare più letale, resistente e flessibile in grado di fornire un vantaggio competitivo in questa regione chiave". Oltre all'oceano artico, stiamo parlando dello stretto di Bering e del corridoio marittimo nella regione della Groenlandia, dell'Islanda e della Norvegia.

Il problema è che gli Stati Uniti nell'Artico possiedono solo un piccolo territorio in Alaska. Pertanto, Washington ha iniziato a esercitare pressioni sugli alleati della NATO con una richiesta di accesso illimitato alle regioni settentrionali.

Quindi, a metà di quest'anno, la Casa Bianca ha suggerito al Canada di dimenticare il diritto esclusivo al corridoio artico previsto dalla Convenzione delle Nazioni Unite. Il capo della Marina degli Stati Uniti, Richard Spencer, aveva precedentemente annunciato la sua intenzione d'incrementare le forze della flotta americana nella zona canadese dell'Oceano Artico e aumentare il numero di installazioni militari.

Una questione di concorrenza strategica ed economica

La"Dottrina artica" mira a indebolire nella regione i concorrenti strategici degli Stati Uniti - Russia e Cina. Washington è particolarmente preoccupata per il passaggio a nord est: gli americani vedono in questo progetto un tentativo di Mosca e Pechino di catturare posizioni chiave nelle latitudini settentrionali.

Gli alleati della NATO condividono le preoccupazioni della Casa Bianca. Alla fine di agosto, il primo ministro norvegese Ine Marie Erikson Sereide ha espresso preoccupazione per gli aspetti “ambientali ed economici” del passaggio a nordest e per la sua intenzione di verificare la conformità delle norme europee.

Gli argomenti ambientali dell'Occidente non hanno intimorito Mosca. Il progetto della Rotta marittima settentrionale (come la Russia definisce il passaggio a nord est) è in fase di attuazione nelle acque territoriali russe e l'unica cosa che rimane a Oslo è osservare in disparte e stare a guardare, ha affermato il Consigliere senior presso l'ambasciata russa in Norvegia Vladimir Isupov.

I sostenitori stranieri del progetto

La Russia ha anche alleati nell’attuazione del passaggio a nord est, da entrambi i lati della rotta. All'inizio di ottobre, l'ambasciatore della Repubblica d'Islanda a Mosca, Berglin Asgeirsdottir, ha riferito che Reykjavik "sta monitorando molto attentamente lo sviluppo del progetto", oltre a considerare la possibilità di costruire un porto internazionale per le grandi navi che transiteranno lungo la Rotta marittima settentrionale.

Il presidente sudcoreano Moon Jae-in ha espresso soddisfazione per la cooperazione con la Russia nello sviluppo del pasasggio a nord est a settembre: 15 navi cisterna per rompighiaccio vengono costruite nei cantieri navali coreani per trasportare GNL lungo la rotta artica.

Gli esperti non hanno dubbi: nei prossimi anni, la maggior parte del flusso di merci tra gli emisferi occidentale e orientale passerà per la Rotta marittima settentrionale. Il percorso lungo questo percorso è quasi un mese più breve di quello tradizionale, attraverso il Canale di Suez. Inoltre, è molto più sicuro: non ci sono pirati somali e altri pericoli simili.

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