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04:52 12 Novembre 2019

Denaro contante: giovani e donne lo usano più delle carte di credito

© Sputnik . Anton Denisov
Economia
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L'uso del contante in Italia vince sulle carte, a sorpresa tra le donne e i giovani. Pesano i fattori culturali, di istruzione, ma anche i limiti tecnologici e il desiderio di privacy.

Non mancano davvero le sorprese nell’uso del denaro contante. Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia a usare maggiormente il contante sono i giovani e le donne, mentre da un punto di vista geografico è il centro-sud a farne un uso più ampio. Per quanto riguarda le fasce sociali, poi, sono i cittadini italiani con il reddito più basso a prediligere i pagamenti in contanti.

I lavoratori dipendenti e i pensionati usano di più le carte, semplicemente perché sono legati alla banca dove ricevono lo stipendio o la pensione: bancarizzazione.

Dai dati emerge anche che i lavoratori autonomi prediligono l’uso del contante, e lo stesso fanno casalinghe e studenti. Tuttavia, per casalinghe e studenti vi è la variabile della dipendenza economica da altri che potrebbe limitare la scelta del metodo di pagamento.

Anche l’istruzione sembra essere un fattore importante nella scelta tra contante e carte. Chi ha livelli di istruzione più elevati predilige i metodi alternativi al contante.

Italiani primi nell’uso del contante

In Europa siamo sopra la media, usiamo il contante nell’86% delle transazioni svolte nei punti vendita.

Gli italiani usano il contante in particolare per fare la spesa di tutti i giorni al supermercato, in salumeria, macelleria, nei bar e ristoranti.

Le carte di credito vincono negli hotel e nei campeggi, ed anche nei negozi dove si vendono beni durevoli e di maggior costo.

Il contante vince nei micro-pagamenti

Per quanto riguarda poi i micro-pagamenti, questi vengono quasi sempre pagati con moneta contante. Avviene così per la spesa quotidiana di basso valore, ai distributori automatici, per fare donazioni persona a persona.

Anche in questo caso c’è da evidenziare un doppio limite. Da un lato la mancanza della tecnologia in dotazione ad alcune categorie, dall’altro lato l’alto costo delle transazioni con carta per il commerciante.

Per un bar, ad esempio, sarebbe irricevibile pagare un caffè con il bancomat dati i costi applicati dalla banca sulla singola transazione.

In Polonia, dove lo stato agevola l’installazione del Pos azzerando il costo di installazione e garantendo la copertura delle commissioni per il primo anno, dal 2014 al 2018 le transazioni elettroniche sono raddoppiate. Ciò avviene perché più attività commerciali installano il dispositivo e di conseguenza più persone hanno facoltà di sceglierlo.

I fattori culturali incidono

L’uso delle carte viene vista da alcune fasce sociali, anche eterogenee, come una invasione della propria privacy. Usare la moneta elettronica, dal punto di vista delle riservatezza, implica una cessione a una società terza dei propri dati di acquisto. La banca o il processore dei pagamenti, infatti, conosce le transazioni economiche fatte da ogni singola persona.

Non sempre le restrizioni pagano

In Gran Bretagna, Finlandia e Svezia l’uso del contante sta sparendo. La Svezia addirittura è all’1% delle transazioni svolte con denaro contante.

Sorpresa! Nessuno dei tre Paesi appena citati, ha una legge che impone limiti all’uso del contante.

In definitiva, ad incidere sull’uso del contante appaiono essere due fattori:

  1. culturale e legato all’istruzione;
  2. tecnologico.

I territori dove non esiste la connessione internet, dove non vi è una adeguata tecnologia di connessione telematica, sono penalizzati anche nell’uso di forme di pagamenti alternativi al contante.

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Tags:
carte di credito, euro, Denaro
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