02:26 20 Novembre 2019
Il Palazzo Chigi

Manovra, lunedì prima discussione a Palazzo Chigi e dal 20 ottobre il ddl sbarca in Parlamento

CC BY-SA 2.0 / Agenziami / Piazza Colonna Palazzo Chigi
Economia
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Lunedì in Consiglio dei ministri approderanno tre documenti, mentre dal 20 ottobre la manovra sbarcherà in parlamento per essere approvata entro il 31 dicembre. Resta il nodo coperture.

Lunedì sarà la prima giornata di discussioni a Palazzo Chigi per la definizione della manovra economica che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre prossimo in Parlamento.

Al Cdm approderanno tre documenti: il ddl di Bilancio, il Documento programmatico di bilancio (Dpb), ossia una sintesi del disegno di legge e il decreto fiscale, con il quale il governo si auspica di reperire circa un quarto delle coperture della manovra che, a conti fatti, sarà da quasi 29 miliardi di euro.

La finanziaria sarà dunque discussa una prima volta e, salvo eccezioni, non sarà immediatamente approvata, ma invece passerà in Parlamento per una prima lettura, per poi tornare nuovamente in Cdm per il semaforo verde definitivo.

Dal 20 ottobre prossimo, salvo rinvii, il documento giungerà poi in Parlamento, dove sarà oggetto di discussione fino e non oltre il 31 dicembre.

Il Dpb, invece, dovrà essere notificato a Bruxelles entro il 15 ottobre, come da prassi per i Paesi membri UE, dopo aver ricevuto il via libera del Cdm il 14.

Il nodo coperture

A tenere banco continua ad essere però il nodo coperture, con l'esecutivo che conta di reperire circa 7 miliardi dal decreto fiscale. Una cifra ritenuta decisamente troppo ambiziosa dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio e da Bankitalia.

Possibile dunque l'eliminazione di alcune delle misure che originariamente avrebbero dovuto far parte della manovra e che invece potrebbero finire inesorabilmente depennate a causa della coperta troppo corta.

E' il caso dell'assegno unico ai figli, già spostato al 2021, ma potrebbe esserlo anche per il taglio del cuneo fiscale, uno dei principali cavalli di battaglia del Conte-bis e annunciato sin dal giorno del discorso di insediamento del nuovo esecutivo.

Il tanto decantato taglio delle tasse, insomma, potrebbe essere la prossima vittima del ridisegnamento della manovra, con i 2,7 miliardi messi sul piatto dal governo che sembrerebbero del tutto insufficiente per coprire le detrazioni fiscali previste per tutta la platea dei beneficiari della misura.

Altre risorse potrebbero arrivare dalla stretta sugli abusi del reddito di cittadinanza, che nelle previsioni di governo dovrebbe costare meno a partire dal primo gennaio 2022, e dal taglio della Quota 100 tanto cara a Salvini e alla Lega, che poneva fine alla riforma Fornero. 

Possibile dunque una sorta di rinvio dell'abbattimento del cuneo fiscale, che potrebbe essere riorientato sul più lungo periodo, con nel mirino il 2021 e il 2022.

Le altre misure

Tra le altre misure che entreranno nel pacchetto della finanziaria e con le quali il governo tenterà di rimpinguare le casse ci sono poi altri rincari, già annunciati nelle scorse settimane.

In primo luogo la stangata sul diesel, che si prevede colpirà circa 17 milioni di automobilisti, con aumenti fino a 5 centesimi al litro.

Gli altri settori presi di mira saranno invece quelli del tabacco, con aumenti sulle accise, e del gioco d'azzardo, dove rincareranno i nullaosta per la messa in esercizio di slot e macchinette.

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