06:24 16 Dicembre 2019
Estrazione di petrolio

Prezzi petrolio aumentano a causa di crisi in Iraq ed Ecuador

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Economia
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Martedì mattina i prezzi mondiali del petrolio stanno salendo a causa delle tensioni politiche in Iraq ed Ecuador, incremento che comporta rischi per la fornitura di "oro nero" da questi paesi, secondo i dati commerciali.

Alle ore 06:47 di Roma, il prezzo dei future di dicembre per il greggio del Mare del Nord BRENT è aumentato dello 0,6% a $ 58,71 al barile, mentre il valore dei futures di novembre per il greggio WTI è aumentato dello 0,63% raggiungendo i $ 53,08 al barile .

I trader temono un'interruzione delle forniture di petrolio dall'Iraq e dall'Ecuador a causa delle proteste popolari attualmente in corso in questi paesi. Dal 1° ottobre, in Iraq sono state organizzate proteste anti-governative con la richiesta di rafforzare la lotta contro la corruzione, ridurre la disoccupazione e migliorare il funzionamento dei servizi pubblici.

Il ministero dell'Energia ecuadoriano ha dichiarato che martedì ha interrotto l’estrazione di petrolio in tre giacimenti nella società statale Petroamazonas, dopo che questa è stata bloccata da persone non identificate. In Ecuador, dall'inizio di ottobre si svolgono manifestazioni di cittadini insoddisfatti delle riforme economiche del governo.

Allo stesso tempo, gli investitori stanno aspettando nuovi negoziati commerciali tra Stati Uniti e Cina, in programma dal 10 all'11 ottobre. Lo stratega del mercato di Axi Trader Stephen Innes osserva che il risultato delle negoziazioni è quasi impossibile da prevedere. I prezzi del petrolio potrebbero essere sostenuti dalla sospensione dei dazi statunitensi sulle merci dalla Cina.

La crisi in Ecuador

Le proteste in Ecuador scoppiate contro le misure di austerity varate da Lenin Moreno continuano ad ingrandirsi inglobando giorno per giorno sempre più persone. Giovedì scorso è stato annunciato lo stato d’emergenza in tutti i territori del paese.

Il pacco di misure di austerity varato dal governo di Quito, non prevede solo il taglio delle agevolazioni del carburante, che hanno portato in un giorno solo al raddoppio dei prezzi di benzina e diesel, ma a breve genereranno un aumento importante dei prezzi dei biglietti dei bus. Hanno anche imposto una maggiore flessibilità lavorativa, una diminuzione dei salari di circa il 20% per i cosiddetti contratti atipici e una diminuzione delle ferie per i dipendenti pubblici. 

La crisi in Iraq

Le proteste in Iraq sono scoppiate nel primo anno di governo del Primo Ministro Adel Abdul Mahdi. I manifestanti chiedono posti di lavoro, servizi migliori e la fine della corruzione endemica. Le vaghe promesse di riforma, con cui il governo sperava di placare gli animi degli iracheni, non hanno sortito l'effetto desiderato. Per evitare una escalation Mahdi aveva imposto il coprifuoco, ma una volta tolta la misura, la gente è tornata nuovamente per le strade. 

Non ci sono numeri ufficiali relativamente alle vittime degli scontri tra la polizia e i manifestanti. Secondo l'Alta Commissione per i Diritti Umani, dall'inizio delle proteste, esplose lo scorso martedì, sarebbero 98 le persone rimaste uccise durante gli scontri tra manifestanti e forze governative. Le cifre però, non sarebbero confermate. 

 

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