00:16 16 Novembre 2019
Dollari

Il dollaro nel 2020 rischia una forte svalutazione

CC BY-SA 2.0 / 401(K) 2012 / 100 Dollar Bills
Economia
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Secondo l'analisi di vari esperti e alcuni indizi il dollaro rischia una brusca svalutazione nel 2020 nel caso ci sarà una ripresa della crescita economica a livello globale.

Secondo le previsioni degli esperti di Goldman Sachs, nel 2020 vedremo una ripresa economica globale. Ci sono prerequisiti per questo, poiché ciò che sta accadendo dalla fine del 2017 non è una vera e propria recessione, è piuttosto un rallentamento della crescita media. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, l'economia è a metà strada tra un rallentamento e una recessione.

"Il dollaro si indebolirà nel 2020 nei prossimi anni se la crescita globale riprenderà e gli investitori smetteranno di rifugiarsi nel dollaro", hanno spiegato gli strateghi valutari di Goldman Sachs.

Per la valuta americana esiste un'altra minaccia: nel lungo periodo d'indebolimento si determinerà il deficit di bilancio degli Stati Uniti, il cui balzo imminente è associato alle elezioni presidenziali nel 2020. Si teme che il già enorme divario tra entrate e spese aumenterà drammaticamente con l’insediamento del nuovo presidente, ritiene la società di consulenza americana Jeffries. Quest'anno, il disavanzo ha superato i mille miliardi di dollari, per la prima volta in sette anni.

La competizione tra democratici e repubblicani porterà a una serie "scommesse sul candidato che prometterà più spese di altri", ha affermato Brad Bechtel, stratega valutario di Jefferies.

"Alla fine, il risultato sarà uno: una spesa pubblica esorbitante. Se il mercato inizia a rendersi conto che lo stato delle finanze pubbliche è vicino allo stress a causa del prossimo presidente, il dollaro si indebolirà a breve termine", ha detto l'analista.

Dall’altra parte se l'economia inizia a rallentare, è probabile che il dollaro rimanga forte, anche se la Federal Reserve condurrà un sostanziale taglio dei tassi d'interesse. "La struttura di un dollaro forte durante la recessione verrebbe mantenuta, nonostante il fatto che la Fed continui a ridurre i tassi" d'interesse, ha detto Goldman Sachs.

Ma gli analisti danesi della Saxo Bank hanno un'opinione diversa. A luglio, hanno avvertito: i cambiamenti di atteggiamento della Federal Reserve indicano un imminente indebolimento della valuta americana. Del carattere "da falco" nell'organo regolatore non è rimasta traccia. Hanno iniziato a ridurre le tariffe. Come previsto, ciò è accaduto due volte, a luglio e settembre, ed entrambe le volte di 0,25 punti percentuali.

"La Federal Reserve sta recuperando il passo con l'economia e se nel terzo trimestre vedremo segni negativi significativi, i tassi scenderanno istantaneamente praticamente a zero o addirittura torneranno a un allentamento quantitativo. Tutto ciò indica un indebolimento del dollaro USA nella seconda metà dell'anno" continua John Hardy, stratega valutario capo della Saxo Bank, nelle previsioni macroeconomiche del terzo trimestre.

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Tags:
Finanza, Svalutazione, crisi economica
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