17:57 14 Dicembre 2019

Russia e Cina accumulano oro perché "si stanno preparando" - esperto USA

© Sputnik . Pavel Lisitsyn
Economia
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Le banche centrali globali, in particolare quelle in Russia e Cina, di recente hanno aumentato rapidamente le loro riserve auree. Si prevede che la tendenza continuerà a causa delle tensioni commerciali e dell'incertezza del mercato. L’esperto americano Peter Schiff spiega perchè secondo lui.

Peter Schiff, CEO di Euro Pacific Capital, stock broker, nonchè commentatore finanziario e radiofonico, ha spiegato a Fox Business il suo punto di vista sull’attività di Russia e Cina sul mercato dell’oro.

La Russia, che era l'acquirente di oro più impegnato al mondo nel 2018, quest'anno ha acquistato 106 tonnellate di metallo prezioso. Le riserve di lingotti d'oro del paese hanno raggiunto i 109,5 miliardi di sollari a settembre. La Russia è in procinto di diventare il quarto maggiore detentore di riserve al mondo grazie al costante interesse per l'acquisto di oro.

La Banca popolare cinese da parte sua ha aggiunto circa 100 tonnellate d'oro alle sue riserve da dicembre. Le sue riserve di lingotti sono salite a 62,45 milioni di once troy (2.141 tonnellate) alla fine del mese scorso - quasi il cinque percento in più dalla fine dello scorso anno. Il valore delle disponibilità in oro della Cina è aumentato a 95,45 miliardi di dollari alla fine del mese di agosto.

"Riescono a leggere le scritte sul muro", ha dichiarato Peter Schiff a FOX Business parlando degli acquisti di oro di Russia e Cina aggiungendo che i due Paesi: "si stanno preparando al mondo in cui il dollaro non sarà più la valuta di riserva".

Russia e la Cina hanno costantemente accumulato lingotti d'oro negli ultimi anni per spostare le loro crescenti riserve internazionali dal dollaro USA. Sono attualmente i maggiori acquirenti mondiali. L'aumento degli acquisti di oro hanno contribuito a spingere il prezzo del metallo prezioso al suo massimo livello dagli ultimi sei anni. L'oro è aumentato di quasi il 18% quest'anno e il mese scorso ha toccato i 1.550 dolari l'oncia per la prima volta da aprile 2013. Oggi, mercoledì 11 settembre, è scambiato a circa 1.500 dollari l'oncia.

Dopo gli accordi di Bretton Woods

Dopo la Guerra mondiale fino al 1971 l’economia mondiale fu regolata da quelli che vennoro chiamati ‘gli accordi di Bretton Woods’, un mondo sì dollaro-centrico, ma in cui esistevano cambi fissi tutti riferiti al dollaro, il quale a sua volta, aveva una parità in oro.

Nel 1971, tuttavia, l’Amministrazione Nixon, stremata dalla guerra in Vietnam, decise unilateralmente di uscire da quegli accordi per poter liberamente stampare moneta svincolandosi dalla parità aurea. Attualmente si calcola che il debito USA si aggiri intorno ai 22 mila miliardi di dollari. In questo contesto l’espressione “Riescono a leggere le scritte sul muro” dell’esperto Peter Schiff, fa intendere che Russia e Cina non si fidino molto della tenuta del sistema ‘dollaro’ e preferiscano mettere al sicuro quante più riserve possibile ritornando al possesso fisico del bene rifugio per antonomasia.

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