05:28 10 Dicembre 2019

Banchetto per gli avvoltoi: l’accordo sul gas fra USA, Polonia e Ucraina

© Sputnik . Alex Vitvitsky
Economia
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A inizio novembre Kiev riceverà il primo lotto di GNL americano: verrà consegnato presso il terminal polacco di Świnoujście, rigassificato e infine spedito in Ucraina lungo il sistema di gasdotti polacchi.

Il carburante statunitense verrà a costare molto di più di quello europeo o russo. Sputnik vi spiega chi trarrà vantaggio da questo accordo.

Belle parole

Le forniture di GNL americano di novembre saranno il primo passo dell’attuazione dell’“Agreement on cooperation to strengthen the regional security of natural gas supplies” (Accordo di cooperazione volto al rafforzamento della sicurezza regionale delle forniture di gas naturale), sottoscritto il 31 agosto a Varsavia. Il documento prevede l’incremento delle esportazioni di GNL e lo sviluppo delle infrastrutture necessarie.

Come ha evidenziato ai giornalisti il segretario di Stato polacco Piotr Naimski, vista la mancanza di un gasdotto che colleghi i sistemi di gasdotti ucraini e polacchi, Varsavia al momento è in grado di vendere a Kiev solamente 1,5 miliardi di metri cubi l’anno. Dopo la costruzione di un tratto di collegamento le forniture aumenteranno fino a 6 miliardi. Questo permetterà ai polacchi di sestuplicare la potenza del terminale di Świnoujście.

La sottoscrizione dell’accordo trilaterale è stata preceduta dall’incontro del vicepresidente statunitense Michael Pence con il presidente ucraino Vladimir Zelensky.

“In primo luogo vorrei affrontare la questione dell’indipendenza energetica dell’Ucraina e della nostra possibile cooperazione in ambito energetico ed economico”, ha osservato Pence in fase di negoziati.

I risultati hanno confermato appieno le aspettative degli americani. Il ministro statunitense dell’Energia Rick Perry ha definito la sottoscrizione dell’accordo trilaterale come una “vittoria straordinaria”.

“Gli USA stanno aiutando la Polonia a ridurre la propria dipendenza dal gas russo supportando gli sforzi di Varsavia di diventare un polo delle esportazioni di GNL a livello regionale. Questo permetterà a un altro alleato, l’Ucraina, di scongiurare il rischio di riduzioni delle forniture di gas russo. Per l’Ucraina la sicurezza energetica va di pari passo con la sicurezza nazionale”, ha osservato il ministro.

Un intermediario misterioso

Intanto, però, gli osservatori indipendenti evidenziano una stranezza: attore chiave del nuovo accordo è la piccola e poco conosciuta società ERU (Risorse Energetiche Ucraine). Proprio la ERU comprerà dalla società polacca PGNiG il gas americano per rivenderlo poi alla società Naftogaz Ucrainy.

Quando gli accordi riguardano gli interessi nazionali, vengono affidati a società di respiro nazionale. In questo caso sarebbe stato logico concludere un contratto diretto tra PGNiG e Naftogaz. Ma per qualche ragione serviva un intermediario e per di più molto sospetto.

La ERU è una delle società che appartengono a Andrey Favorov e Dale Perry, cittadini statunitensi. Negli anni 2000 Perry e Favorov lavoravano per la società americana AES Corporation impegnata nella privatizzazione delle miniere di carbone, delle raffinerie e delle centrali elettriche nei Paesi dell’ex URSS (Russia, Kazakistan, Georgia e Ucraina).

Nel 2015 i due partner hanno avviato un’attività propria creando un intero gruppo di società delle quali facevano parte ERA Corporation negli USA, ERA Finance Ltd a Cipro ed ERU a Kiev.

Nel marzo del 2016 ERA Finance Ltd ed ERU hanno fondato a Kiev la ERU Trading, il cui direttore generale è diventato Andrey Favorov. Ad agosto di quell’anno la nuova società ha comprato dalla polacca PGNiG un’importante fornitura di gas naturale e l’ha rivenduta a Naftogaz Ucrainy. O, più precisamente, alla sua società figlia, Ukrtransgas.

Da allora ERU Trading, come per magia, ha continuato a vincere gli appalti di Ukrtransgas per la fornitura di GNL per una somma totale di più di 6 miliardi di grivne.

A novembre del 2018 il capo di Naftogaz Andrey Kobolev ha nominato Andrey Favorov manager delle attività integrate del gas della società Naftogaz Ucrainy. Dopodiché Ukrtransgas ha cominciato ad acquistare da ERU Trading anche energia elettrica sottoscrivendo 16 contratti per una somma totale di 46,96 milioni di grivne.

Da uomini d’affari a funzionari

Una volta nominato in Naftogaz, Andrey Favorov “in linea con i principi dell’etica professionale” è uscito dal direttivo dei cofondatori di ERU e ha venduto la sua quota parte ai partner.

Tuttavia, un paio di mesi prima gli auditor di KPMG avevano evidenziato un conflitto di interessi nell’operato del manager di Naftogaz. “È stato evidenziato che il signor Favorov aveva legami con la società ERU Trading nel 2018”, ha comunicato ai giornalisti il direttore esecutivo di Naftogaz Yury Vitrenko a inizio giugno.

Stando a Vitrenko, gli esperti di KPMG hanno anche osservato che Naftogaz al tempo aveva venduto grandi quantità di gas proveniente dai propri serbatoi a un prezzo inferiore a quello di mercato. “L’acquirente principale fu la società ERU Trading”, ha precisato Vitrenko.

Lo scandalo venne rapidamente messo a tacere e metà agosto Andrey Favorov, che era riuscito a conservare il suo posto, annunciò un nuovo approccio di sviluppo per conto di Naftogaz.

“Non abbiamo bisogno di usare il nostro gas a tutti i costi quando possiamo importarlo dall’Europa a 4300-4500 grivne ogni mille metri cubi”, ha dichiarato.

In altre parole, è necessario ridurre la costosa estrazione di gas proprio per incrementare le importazioni invece più convenienti. Solo due settimane dopo venne sottoscritto l’accordo di Varsavia sull’acquisto da parte dell’Ucraina del gas americano venduto dalla Polonia. E questo, però, tramite un intermediario: la società ERU fondata da Favorov.

Tra l’altro, la ERU non è cara solamente a Favorov. Per qualche inspiegabile motivo questa piccola società privata ucraina è riuscita a diventare partner della società di stato americana Overseas Private Investment Corporation (OPIC). L’OPIC in linea teorica “aiuta le imprese americane a investire nei mercati in via di sviluppo e promuovere gli indirizzi prioritari della politica estera statunitense e della sicurezza nazionale”.

Dunque, per qualche ragione Washington considera la ERU una “impresa americana” che agisce negli interessi degli USA. Alla luce di ciò non appare più strano che il vicepresidente Michael Pence e il ministro dell’Energia Rick Perry abbiano in sostanza sostenuto gli interessi della società a Varsavia.

Uno paga per tutti

L’accordo sul gas di Varsavia garantisce un guadagno ai produttori americani di GNL, Port Arthur LNG e Cheniere Marketing con i quali la polacca PGNiG ha concluso contratti per la fornitura di gas, alla PGNiG stessa, ma soprattutto alla ERU.

Stando alle stime degli esperti, qualora il GNL destinato all’Ucraina venisse comprato sul mercato americano ai prezzi attuali, dopo le forniture in Polonia e la sua rigassificazione verrebbe a costare sui 170-180 dollari ogni mille metri cubi. Il trasporto dal terminal di Świnoujście ai consumatori ucraini costa a ERU circa altri 20 dollari per mille metri cubi.

Dunque, il costo del carburante al momento della sua vendita a Ukrtransgas è di 200 dollari. Naftogaz nel suo business plan per novembre-dicembre ha indicato un prezzo pro capite del gas di 284,5 dollari per mille metri cubi e un prezzo alle industrie di 296 dollari.

Ciò significa che la profittabilità di queste forniture per ERU è di circa il 30%. Anche se dovesse dividere i guadagni con Naftogaz, otterrebbe comunque risultati fenomenali.

Dove c’è un vincitore, però, dev’esserci anche un perdente. In primo luogo, il perdente è la popolazione ucraina che dovrà pagare il gas al triplo del prezzo. Dopotutto al momento le forniture di gas europeo costano a Naftogaz 130 dollari per mille metri cubi.

Il CEO di Gazprom Aleksey Miller a maggio ha comunicato che in caso di sottoscrizione di un nuovo contratto di transito il gas russo costerà agli ucraini quattro volte meno, ovvero circa 100 dollari.

Ma in quel caso rimarrebbero senza profitti la Port Arthur LNG, la Cheniere Marketing, la PGNiG e la ERU. Né Washington né Varsavia vogliono questo. Dunque, al posto di 100 dollari per mille metri cubi i consumatori ucraini dovranno sborsarne circa 300. E questo solo nei prossimi mesi.

Ma i maggiori perdenti in seguito all’accordo di Varsavia sono il presidente e il governo ucraini. Infatti, saranno proprio loro a dover spiegare alla popolazione il nuovo rincaro dei prezzi del gas.

Tags:
Ucraina, USA, Polonia, Gas, gas
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