22:55 14 Dicembre 2019
Banconote euro e le forbici

Bankitalia, guerra al contante. Chi rischia?

© Foto : Pixabay
Economia
URL abbreviato
Di
20328
Seguici su

Scattano i controlli di Bankitalia sull’uso anomalo dei contanti, nel mirino prelievi e versamenti superiori a 10 mila euro al mese. Le poste e le banche forniranno le prime informazioni entro il 15 settembre. Chi rischia maggiormente in questa guerra al contante?

Dai primi di settembre sono partiti i controlli sull’uso anomalo del contante da parte della Uif, l’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia che si occupa di prevenzione del riciclaggio e del contrasto al finanziamento del terrorismo. Si potrà sapere il nome di chi preleva o versa una cifra maggiore di 10 mila euro in un mese, anche con più operazioni da oltre mille euro.

I contanti in Italia rispetto ad altri Paesi europei restano molto amati, nonostante l’aumento dei metodi di pagamento alternativi. L’utilizzo anomalo dei contanti, visto la loro diffusione, spesso è correlato al riciclaggio e all’evasione. Le misure di Bankitalia risulteranno davvero efficienti? Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Antonio Gigliotti, direttore di Fiscal Focus.

– Controlli per chi preleva o versa più di 10 mila euro al mese. Antonio Gigliotti, che ne pensa delle nuove misure antiriciclaggio di Bankitalia? A suo avviso saranno efficienti contro il riciclaggio?

– Indubbiamente spesso il contante viene riciclato proprio da chi ha denaro di provenienza sporca. Solitamente quando uno utilizza tanto contante e non fa altro che prelevare soldi è sinonimo di evasione. Lo strumento di Bankitalia servirà ad evitare l’aumento dell’evasione e molto probabilmente fenomeni di riciclaggio. Oggi si può pagare quasi tutto con strumenti alternativi al contante, se una persona non fa che prelevare contanti ovviamente induce a dei sospetti.

– Oggigiorno i mafiosi, i terroristi non utilizzano le criptovalute e altri strumenti digitali? Quanto è diffuso il contante negli ambienti criminali?

– I mafiosi non sono così sprovveduti da utilizzare il contante. Queste misure secondo me andranno a limitare l’evasione, non si tratta né di spacciatori, né di mafiosi. Il contante consente di produrre del nero, quindi sono misure mirate contro i negozianti e i professionisti che utilizzano il contante ed evadono. I contanti non sono utilizzati dai mafiosi, ormai ci sono tecniche all’avanguardia, non passano certamente dalla banca a prelevare e versare…

– Secondo lei questa “guerra” al contante non può intaccare in nessun modo l’attività dei piccoli imprenditori che operano con i contanti?

– Il piccolo artigiano e negoziante che solitamente incassa dal cliente giornaliero in contante e poi versa i contanti in banca, anche se sono mille o due mila euro al giorno, non induce la banca a fare la segnalazione. Si tratta di quel professionista che solitamente non incassa in contanti e guarda caso movimenta il conto corrente con del contante. Il negoziante e il commerciante dove io vado a comprare il pane pagandolo in contanti il giorno dopo versa i soldi in banca, non è il soggetto che rischia.

– Esistono tanti metodi oggi per pagare, dalla carta di credito al bancomat. L’Italia è fra i Paesi in Europa dove viene maggiormente usato il contante. È una questione culturale e di abitudine?

– Assolutamente sì. Io non sono fra quelli che sostengono di azzerare del tutto il contante, perché soprattutto per le persone anziane i contanti rappresentano un simbolo di certezza e di possesso. Questo non vuol dire che l’anziano è un evasore, perché utilizza il contante. È veramente una questione culturale, che in Italia è molto forte.

Va detto che in altri Paesi paghi il caffè con la carta. Oggi costi di commissione in Italia sono stati leggermente ridotti, ma qualche tempo fa si trattava di cifre molto alte e superiori agli altri Paesi europei, dove la commissione è quasi pari a zero.

– Da una parte si incentiva ad usare le carte, ma in Italia non sempre le accettano e le commissioni sono alte. Possiamo dire che osserviamo quindi un paradosso?

– Sì, infatti. Bisognerebbe spingere gli istituti a ridurre i costi di commissione per l’utilizzo delle carte così che i contribuenti possano usarle tranquillamente. Ovviamente il fattore culturale prescinde dal costo della commissione. In Italia è difficile che possa sparire il contante. Certamente queste misure tendono a mettere degli alert nei confronti dei contribuenti, ma di quelli disonesti. Il commerciante che svolge attività ordinarie ricevendo contanti non ha nulla da temere.

Correlati:

Ing Bank, da Bankitalia stop a nuove operazioni in Italia
Bankitalia rileva record del debito pubblico
Tags:
evasione fiscale, riciclaggio, Bankitalia, banche, carta di credito, contanti, Economia, Economia, Italia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik