00:07 09 Dicembre 2019
Fitch Ratings

Conti Pubblici: Fitch conferma giudizio sull'Italia, tripla B e outlook negativo

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Economia
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Nonostante il terremoto di ierinei mercati italiani, provocato dalla crisi di governo, la valutazione dei conti pubblici italiani resta invariata, e Fitch dà tre B all'Italia e conferma l'outlook negativo.

Male ma non malissimo. L'agenzia lascia invariata la valutazione espressa lo scorso febbraio, evitandoci un pericoloso downgrade che ci mantiene a due gradini di distanza sull'area junk, ovvero la non affidabilità dei conti pubblici. 

Le agenzie di rating - Ficth, Moody's, Standard and Poor's, le più importanti - stimano le capacità creditizie degli agenti di mercato. Si parte con una tripla A, per i paesi con maggiore affidabilità dei conti, per arrivare nella zona C/D, quella dei paesi poco affidabili, i cui titoli di stato sono considerati spazzatura. Il rating condiziona lo spread, perché il tasso di interesse sul debito pubblico riflette le valutazione del rischio del titolo. L'Italia si trova letteralmente a due passi dalla zona rossa. 

La crescita debole

L'outlook negativo del paese riflette la crescita debole del PIL e le previsioni per il 2020. Per il 2019 l'economia è ferma, con un tasso di crescita praticamente nullo - lo 0,1%, rispetto allo 0,8% dello scorso anno. Per il prossimo biennio le stime del PIL sono in lieve aumento, 0,5% per il 2020 e 0,4% per il 2021

La crescita prossima allo zero ha una immediata ricaduta sul rapporto PIL/ debito pubblico. Fitch prevede al 134,7% del Pil nel 2021 rispetto al 132,2% del 2018.

Nelle stime dello scorso febbraio Fitch aveva  rivisto al ribasso le sue previsioni di crescita per l’Italia. Aveva tagliato di 0.9 punti la stima del PIL per il 2019 - da +1.2% previsti nell'agosto 2018 alla  stima di crescita  per il 2019 dello 0,3%  e dello 0,6% nel 2020. Per quanto riguarda il deficit aveva previsto un aumento al 2,3% del Pil nel 2019, contro il 2% stimato dal governo italiano, e al 2,7% nel 2020, nel caso in cui non scatteranno le clausole di salvaguardia che porterebbero l'IVA al 25,6% nel 2020 e 26,5% nel 2021. 

La crisi di governo

Le stime negative di febbraio risentivano della valutazione del governo, considerato instabile e destinato a breve vita. Paradossalmente l'attuale crisi di governo è stata vista positivamente dall'agenzia, in quanto apre alla possibilità dell'insediamento di un governo più stabile. 

L'agenzia ha visto dei "vantaggi moderati" che porterebbero le elezioni anticipate  "per la sostenibilità del debito nel medio termine nel caso in cui il nuovo governo sia più stabile e abbia un orizzonte più lungo” sul fronte del bilancio. Sempre che il prossimo governo rimanga nel solco delle regole della UE: “Ci sono rischi al ribasso se il futuro governo dovesse optare per un disimpegno dalle regole di bilancio della Ue e se si assumesse rischi sul fronte della stabilità dei mercati finanziari”.

Il calendario del rating

Occhi aperti per i prossimi appuntamenti con le pagelle sul debito pubblico dell'Italia. A settembre toccherà a Moody's che si esprimerà sui conti pubblici italiani il 6 settembre. Ma la valutazione più importante sarà quella di Standard and Poor's che avverrà il 25 ottobre. 

Una data che, nel caso probabile in cui Mattarella dovesse sciogliere le camere, potrebbe essere a ridosso delle elezioni anticipate - in tanti stimano il 27 ottobre come data più realistica. Se così fosse il giudizio dei mercati potrebbe avere delle ripercussioni sulla politica e sugli esiti elettorali. 

 

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Finanza, Economia, Italia
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