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06:33 26 Agosto 2019
Operai nel primo vagone della metropolitana di Mosca nel 1935.

Proposta choc: “E perché non ricollocare degli operai in Russia?”

© Sputnik . Ivan Shagin
Economia
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La Martinelli Ettore Srl, Gruppo Martinelli, impresa storica di Sassuolo specializzata nella realizzazione di macchinari e impianti per la produzione di piastrelle, non ce l’ha fatta. E’ fallita. La S.p.A. aperta a Mosca sta andando invece bene. Ecco allora la proposta del sindaco che però fa inorridire i sindacati.

Francesco Menani, primo cittadino di Sassuolo, che tra l'altro in precedenza aveva egli stesso lavorato per ben 43 in un’azienda del settore ceramico, anch’essa fallita, spiega così la sua idea che tanto disappunto ha provocato:

“Del gruppo industriale Martinelli Ettore resterà in piedi solo la Z.O.A. Martinelli nella regione di Mosca. Dicono che stia andando bene, ha una ventina di dipendenti e un mercato che può crescere. Ho detto che si poteva cercare, come soluzione estrema, di chiedere ai dipendenti disoccupati se qualcuno voleva andare a lavorare in Russia. Che c'è di male? Non c'era nulla di provocatorio, di polemico. I sindacati e tutti noi dobbiamo prendere atto che il mercato del lavoro è cambiato. E anche lavorare in Russia, in tempi in cui occorre portare a casa la pagnotta, può essere una soluzione temporanea".

Ma la reazione del segretario generale della Fiom modenese Cesare Pizzolla era stata sprezzante:

“In tanti anni di vertenze aziendali una cosa simile non mi era mai capitata. Ci vuole coraggio a dire a lavoratori che da una vita prendono 1200-1500 euro al mese, e fanno fatica ad arrivare con la famiglia a fine mese, che si potrebbero trasferire in Russia”.

Ancora più eclatanti i titoli sui vari giornali: Sindaco leghista di Sassuolo vuol mandare i lavoratori a a lavorare in Russia / L’azienda fallisce? La soluzione del sindaco leghista... / “Andate in Russia”, sindaco leghista a operai... e via dicendo.

Nel giro di soli tre mesi l’azienda è passata dalla sottoscrizione degli accordi per l’ammortizzazione sociale che avrebbe dovuto evitare i licenziamenti fino al prossimo anno, al fallimento vero e proprio. La Regione ha provato a mettere sul tavolo delle ipotesi di politica attiva per i 22 lavoratori dell’azienda italiana ancora in forze con un percorso di orientamento e formazione durante una eventuale cassa integrazione ma le trattative sono ancora in corso e la soluzione appare né facile né vicina nel tempo.

Inserirsi in Russia partendo da zero per un dipendente non più giovanissimo e con famiglia è un’operazione ovviamente da sconsigliare, un giovane al contrario potrebbe trovare spunti e possibilità di sviluppo e specializzazione nonché soddisfazioni anche dal punto di vista della vita privata: in questo senso potrebbe essere letta la proposta del sindaco di Sassuolo.

L’idea però è di non facile realizzazione per via dei costi di inserimento che l’azienda russa dovrebbe affrontare per assumere di figure professionali che, di solito, si trovano anche sul posto a condizioni più economiche, i documenti per i permessi di soggiorno e visti, trasferta, adattamento, assicurazioni, alloggio. È poco realistico che di tutto questo possa farsi carico l’azienda russa, ancora meno quella italiana appena fallita. Da questo punto di vista la proposta del sindaco, più che aberrante, come dicono sindacati e media, appare semplicemente ingenua. Nel caso qualcuno di questi dipendenti dovesse veramente venire qui a Mosca, Sputnik Italia si dichiara in ogni caso interessata ad una intervista di approfondimento con i diretti interessati. Con l’occasione porgiamo i nostri auguri di un pronto e vantaggioso reinserimento a chi è rimasto senza lavoro.

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