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17:56 22 Ottobre 2019
Un bitcoin in tasca

Produrre bitcoin consuma tanta elettricità quanto la Lombardia in un anno

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Economia
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Il bitcoin, cioè la più popolare delle criptovalute, consuma tanta elettricità, forse troppa. Tutta colpa del "mining", la procedura di emissione di bitcoin, che richiede l’impiego di hardware complessi e produce un consumo di energia elettrica pari a quello annuale della Lombardia.

Lo rende noto l'Indice dei consumi elettrici del bitcoin, CBECI, realizzato dall'università di Cambridge. Si tratta di uno strumento online che in tempo reale monitora la quantità di energia elettrica necessaria per supportare la rete dei Bitcoin. Ad esempio, nel momento in cui scriviamo questo articolo – ma l’indice viene aggiornato ogni trenta secondi - il fabbisogno della rete Bitcoin è pari a 6.21 gigawatt, che su proiezione annuale danno il valore di 60,93 TWh (Terawatt/ora)

BITCOIN, quanto consumi

Se il Bitcoin fosse uno stato si attesterebbe al 43° posto al mondo, con un consumo pari a 61,95 TWh. L'Italia con 293.5 TWh all'anno è al 13° posto di questa graduatoria, in cima alla quale c'è la Cina con 5564 TWh. Per fare un confronto più vicino a casa nostra, una regione come la Lombardia consuma in un anno 66,5 TWh (dati Terna). Il consumo di energia elettrica è dovuto al processo di mining, cioè di emissione delle unità di Bitcoin e l'esecuzione di transazioni tra i possessori di bitcoin. La ragione per cui il Bitcoin consuma così tanto è da ricercarsi nella sua natura decentralizzata e nel fatto che le persone che vogliono acquistare un’unità “fresca di conio” devono competere per farlo, risolvendo dei complicati giochi di realtà alternativa, che richiedono il funzionamento di computer e modelli hardware sempre più complessi.

LYBRA, la criptovaluta di Facebook sarà più verde

Intanto Libra, la nuova criptovaluta di Facebook, secondo gli esperti avrà un consumo di energia minore di quello del bitcoin, in quanto il suo fabbisogno di energia sarà basato su quello delle centrali di dati già esistenti. Un altro aspetto che renderà Libra più “verde” sarà la minore decentralizzazione, per cui soltanto un ridotto numero di membri della Libra Association, l’hub centrale della nuova criptovaluta, potrà coniarla. Il lancio di Libra è previsto nella primavera del 2020 e nei piani di Facebook servirà a completare le transazioni all’interno del social network ed in applicazioni come Messenger, Instagram e WhatsApp.

Attualmente il costo di un bitcoin è pari a 10.551,43 dollari e secondo il modello dell'Università di Cambridge, mentre il costo medio di un KW sostenuto dai miners è di 5 centesimi di dollaro.

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