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20:49 20 Settembre 2019
Monete e banconote dello Yuan cinese

La Cina apre i settori di finanza e nuove tecnologie agli stranieri

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Economia
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La Cina rimuoverà le restrizioni sulle quote di capitale straniero nel settore finanziario già nel 2020, cioè con un anno d’anticipo sulla tabella di marcia.

Di questo ha parlato il primo ministro del Consiglio di Stato cinese Li Keqiang in occasione dell’inaugurazione del Forum estivo di Davos organizzato nella città di Dalian. La liberalizzazione riguarda le società di intermediazione, i fondi e le società impegnate sui mercati dei futures. Le misure attuali, osserva Keqiang, sono volte ad incrementare ulteriormente l’apertura dell’economia cinese al mondo esterno.

Il giorno seguente le trattative tra il presidente USA Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping a Osaka, che hanno reso possibile una tregua della guerra commerciale, la Cina ha pubblicato un nuovo elenco di limitazioni agli investimenti stranieri. Rispetto all’elenco dell’anno scorso, i settori esclusi dagli investimenti stranieri sono passati da 48 a 40. Nelle zone pilota di commercio libero, invece, i settori esclusi dal capitale straniero sono rimasti solamente 37. Il documento è stato emesso congiuntamente dal Comitato nazionale per lo sviluppo e le riforme (NDRC) e dal Ministero cinese del Commercio ed entrerà il vigore il 30 luglio.

Per gli stranieri viene semplificato l’accesso o comunque vengono rimosse le restrizioni per l’accesso a settori come quello dei gasdotti e delle infrastrutture energetiche in città con più di 500.000 abitanti, la cinematografia, le telecomunicazioni a valore aggiunto, l’estrazione di petrolio e gas, l’agricoltura, l’estrazione di alcune tipologie di metalli.

Per investire nei settori che non sono rientrati nell’elenco, gli stranieri non devono più ottenere permessi speciali da parte degli enti regolatori. L’NDRC promette di liberalizzare completamente l’accesso ai settori che non rientrano nel nuovo elenco entro la fine dell’anno.

© Sputnik . Alexander Yuriev
Il settore finanziario continua ad essere presente anche nella nuova lista. Il tetto di capitale straniero in società di intermediazioni, fondi e società impegnate sui mercati dei futures rimane fissato al 51%. Rimangono in vigore le limitazioni per le società assicurative che concludono polizze sulla vita. In passato si prevedeva che le limitazioni sulla quota di capitale straniero in questi settori sarebbero state rimosse dopo il 2021. Tuttavia, Li Keqiang, nel suo intervento al Forum estivo di Davos a Delian, ha affermato che la liberalizzazione di questo settore avverrà già nel 2020. Inoltre, il premier ha promesso che alle agenzie di rating straniere, nonché alle società che si occupano di prestiti, sarà applicato lo stesso regime amministrativo impiegato per le loro concorrenti locali. Ciò significa che molto presto multinazionali finanziarie come UBS Group AG, JPMorgan Chase & Co., Nomura Holdings Inc. e Credit Suisse potranno detenere la quota piena nelle proprie società cinesi.

Sebbene durante il suo intervento a Dalian Li Keqiang non abbia menzionato il presidente Donald Trump, una serie di media occidentali hanno collegato le nuove misure annunciate dalla Cina con la reazione alla tregua della guerra commerciale raggiunta tra USA e Cina. Tuttavia, come ritiene Chen Daofu, vicedirettore delle ricerche finanziarie presso il Centro studi per lo sviluppo del Consiglio di Stato cinese, la liberalizzazione attuale è la continuazione logica delle riforme economico-finanziarie cinesi. Non dipendono dai rapporti con altri Paesi, afferma l’esperto.

“In primo luogo, le riforme e l’apertura, in particolare quest’ultima, sono una condizione necessaria per lo sviluppo dell’economia cinese. I successi economico-finanziari raggiunti in questi 40 anni sarebbero stati impossibili senza un’apertura verso il mondo esterno. La Cina ha davvero raggiunto dei traguardi in particolare quanto a inclusività nei processi globali. E in una prospettiva futura lo sviluppo della Cina è imprescindibile dal mondo esterno. Per questo, se la Cina vuole crescere ancora, indubbiamente, dovrà rafforzare anche l’integrazione all’interno della comunità internazionale. Inoltre, con lo sviluppo del sistema finanziario cinese, si presentano nuove opportunità di regolamentazione e controllo dello stesso. Questo è un presupposto indispensabile perché la Cina si apra ancora di più verso l’esterno. La Cina ci ha messo tre anni ad affrontare rischi finanziari sistemici, ha elaborato nuovi approcci di gestione dei processi finanziari. Per questo, ora si sono create le condizioni necessarie per un’apertura maggiore verso l’esterno. Dunque, sia a breve sia a lungo termine la Cina si integrerà inevitabilmente e sempre di più nell’economia globale e la guerra commerciale con gli USA sta accelerando questo processo”.

Stando ai dati del Ministero cinese del Commercio, nei primi 5 mesi del 2019 il volume di investimenti stranieri diretti è aumentato del 3,7% annuo raggiungendo quota 54 miliardi di dollari, mentre gli investimenti diretti provenienti dagli USA, nonostante le controversie commerciali, sono cresciuti di 7,5 punti percentuali. Mentre gli USA e alcuni paesi dell’UE tentano di limitare il proprio settore tecnologico agli investitori cinesi, la Cina al contrario estende l’accesso del capitale straniero in questi settori. Analizzando il nuovo elenco di restrizioni, è possibile concludere che le autorità cinesi pongono l’accento sulla liberalizzazione dell’accesso di capitale straniero a settori come i componenti delle infrastrutture per il 5G, i semiconduttori, i chip e i calcoli cloud.

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quote, Cina, yuan
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