13:31 19 Novembre 2019
Bandiere Cina USA

Guerra commerciale tra USA e Cina: vince… Il Vietnam

© AFP 2019 / Wang Zhao
Economia
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L’economia del Vietnam quest’anno cresce a ritmo sostenuto, giova della guerra commerciale tra USA e Cina, ma le esportazioni crescono anche grazie ai truffatori.

Il PIL del Vietnam nel secondo trimestre del 2019 è cresciuto del 6,71% annuo. La crescita è rallentata rispetto al primo trimestre, quando aveva raggiunto i 6,82%, ma ha comunque superato le previsioni degli analisti. Gli esperti intervistati da Bloomerg, infatti, prevedevano un calo a 6,61%. Questi risultati si devono soprattutto al settore industriale, che ha mostrato una crescita del 9,14%.

Il Vietnam, più degli altri paesi asiatici, è risultato vincitore del conflitto commerciale tra Washington e Pechino, scrive il  Financial Times. Secondo le stime del giornale, le importazioni vietnamite in USA sono cresciute quasi del 40% nei primi quattro mesi del 2019 rispetto all’anno scorso. Sempre nello stesso periodo le importazioni di prodotti cinesi in USA sono calate del 13%.

Al momento attuale Washington ha esposto a dazi del 25% prodotti cinesi per un totale di 250 miliardi di dollari. Il presidente USA Donald Trump, contendo di come stanno andando le trattative commerciali, minaccia di imporre i dazi del 25% su altra merce cinese per un totale di 300 miliardi di dollari. In questo modo le sanzioni arriverebbero a toccare praticamente tutte le importazioni dalla Cina.

Secondo la Asian Development Bank in caso di escalation del conflitto tra Cina e USA il PIL del Vietnam potrebbe crescere ancora del 2% nei prossimi tre anni. Un esperto dell’organizzazione spiega che il paese trae profitto dalla situazione in quanto “vende molti dei prodotti esposti ai dazi”.

Il deficit degli USA nel commercio con il Vietnam nel primo trimestre del 2019 è cresciuto del 45,5% annuo fino a raggiungere 13,5 miliardi di dollari. Il paese ha un deficit più alto solo nel commercio con Cina, Messico, Giappone e Germania. Alcuni si chiedono se Washington potrebbe stufarsi della situazione, nel caso in cui il deficit continui a crescere.

Molto dipenderà da quale scopo di pone Trump nella guerra commerciale: riportare le produzioni in USA e diminuire il deficit nel commercio con gli altri paesi o semplicemente far sì che la Cina rinunci ai metodi che il presidente americano ritiene disonesti, scrive il Financial Times.

“Molte delle aziende che hanno a che fare con i dazi si spostano dalla Cina in Vietnam o in altri paesi asiatici. Ecco perché la Cina è così decisa a firmare un accordo commerciale”, ha scritto Trump su Twitter a maggio.

“Il tweet di Trump mostra che la situazione con il Vietnam lo soddisfa completamente. Ma il problema della sua strategia commerciale è che non potrà funzionare a lungo termine: i dazi vanno imposti o a tutti o a nessuno, altrimenti qualcuno prende la staffetta” ha commentato un economista di Pictet Wealth Management per il Financial Times.

Alcuni esportatori effettivamente se ne approfittano, scrive il Wall Street Journal. Trasportano le merci dalla Cina al Vietnam, dove avviene una piccolissima parte della lavorazione, e poi riesportano la merce agli USA come se fossero di produzione vietnamita.

Le autorità del Vietnam promettono di combattere questa tendenza, ma i dati doganali mostrano che si tratta di un fenomeno molto diffuso. In un’intervista rilasciata a Fox Business Network a fine maggio Trump ha condannato il Vietnam, dicendo che il paese sta abusando della situazione e si comporta “ancora peggio della Cina” e quindi gli USA stanno già conducendo le relative discussioni.

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Tags:
USA, Cina, Vietnam, guerra commerciale, Economia
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