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07:07 26 Agosto 2019

Guerra commerciale, Cina infligge duro colpo agli USA

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Economia
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La Cina sospenderà le importazioni di soia dagli Stati Uniti per via dell’acuirsi del conflitto commerciale tra i due paesi legato al fallimento delle relative trattative. Lo riporta il portale americano Bloomerg.

La Cina è il maggiore importatore mondiale di soia. Secondo Bloomerg gli organi cinesi responsabili per le importazioni non stanno ricevendo ordini per merce statunitense e non si aspettano di riceverne nel prossimo futuro. Tuttavia le autorità cinesi non hanno intenzione di annullare gli ordini di soia già fatti.

A dicembre 2018 la Repubblica Popolare Cinese ha comprato circa 13 milioni di tonnellate di soia americana e il Ministero dell’Agricoltura USA ha comunicato che a breve i cinesi ne importeranno altri 10 milioni. Ma poi la Cina ha interrotto i nuovi ordini.

Nel 2017 la Cina era risultata importatrice del 60% di tutta la soia esportata dagli Stati Uniti. Nel 2018, però, la Cina ha ridotto gli acquisti per via delle limitazioni commerciali imposte dalla parte americana e ha stabilito delle contromisure che hanno riguardato la soia, il mais, la carne suina e altri prodotti provenienti dagli USA.

Ora che i contrasti sul piano commerciale tra i due paesi si stanno aggravando, l’agricoltura statunitense risente della situazione. L’amministrazione Trump sta considerando la possibilità di fornire sussidi alle fattorie per compensare la riduzione dei profitti, che ha colpito anche i produttori di soia. La somma totale dei sussidi potrebbe raggiungere 15-20 miliardi di dollari.

Le ultime trattative commerciali tra Washington e Pechino si sono tenute a maggio 2019 e sono fallite. La Casa Bianca ha ordinato di imporre dazi sui prodotti cinesi per ulteriori 300 miliardi di dollari. Il rappresentante americano alle trattative commerciali Robert Lighthizer ha spiegato che questa somma è la stima della restante merce importata dalla Cina. Pechino ha risposto con l’introduzione di dazi dal 5% al 25% sulla merce importata dagli Stati Uniti per un valore di 60 miliardi di dollari.

Il 15 maggio Donald Trump ha firmato una disposizione per dichiarare il regime di “emergenza nazionale” per via delle minacce cui sono esposte le tecnologie informatiche. Il ministro del Commercio ha ricevuto l’ordine di vietare qualsiasi accordo che possa rappresentare un rischio diretto alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti o dei cittadini americani. Di conseguenza le compagnie americane del settore delle telecomunicazioni non possono più utilizzare apparecchiature prodotte dalle imprese che rappresentano un pericolo per la sicurezza nazionale degli USA, tra cui l’azienda cinese Huawei.

Pechino ha in seguito dichiarato che per contrastare il rivale è disposto a sfruttare la sua posizione di principale esportatore di materialo delle terre rare a livello mondiale.

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Tags:
Huawei, Cina, USA, guerra commerciale
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