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18:55 16 Ottobre 2019

Corridoio Verde, Italia e Russia provano a superare la crisi del settimo anno

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Economia
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Il Corridoio Verde, l'ambizioso progetto di semplificazione delle procedure doganali per la spedizione di merci dall'Italia alla Russia e viceversa sembra stia vivendo la cosidetta crisi "del settimo anno".

Il progetto “Corridoio Verde” ha preso il via nel 2013 con la firma del protocollo d’intesa tra il Servizio Federale delle Dogane russo e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana  per lo scambio di informazioni sulle merci trasferite tra i due paesi.

Le autorità doganali di Russia e Italia avevano selezionato 33 aziende partecipanti al programma: 16 da parte russa e 17 da parte italiana. Per tutte l’ingresso nel “Corridoio Verde” significava un’accelerazione delle operazioni doganali, grazie al minor numero di documentazioni e permessi richiesti, e la semplificazione delle ispezioni, mediante l’analisi preventiva delle informazioni sulle merci con sistemi di risk-management.

Il "Corridoio Verde” è stato lanciato in fase di test il 20 marzo 2015. Quel giorno, sul nostro sito, il progetto veniva descritto così:

“Lo schema di funzionamento è semplice: l'importatore compila una dichiarazione preliminare, dopo di che la dogana russa invia una richiesta a quella italiana utilizzando il numero unico MRN, valido nell'Unione Europea. La dogana italiana, in risposta, fornisce le informazioni relative a 16 parametri: mittente, ricevente, mezzo di trasporto, condizioni di consegna, numero del container e molto altro. Tutto il controllo richiede 40 minuti” –

Tuttavia il “corridoio” è rimasto verde soltanto sulla carta. Gli imprenditori dei due paesi ne hanno riconosciuto il potenziale, ma il corridoio è finito per diventare un vicolo cieco. Le semplificazioni di fatto non erano poi molto differenti da quelle applicate ad altri soggetti attivi nel commercio con l’estero, a basso rischio di violazione della normativa doganale. Inoltre la procedura di elaborazione della documentazione necessaria è risultata essere più complicata di quella normale.

A limitare ulteriormente il lancio del progetto ci sono state anche altri fattori. In primo luogo la scelta della Russia di individuare soltanto nove dogane come idonee all’adempimento delle operazioni previste dal progetto. In questi casi il trasferimento ha avuto un costo maggiore, a causa delle mutate condizioni logistiche. In secondo luogo, non sempre le informazioni relative alle condizioni, agli scopi ed alle modalità del progetto sono state comunicate in maniera adeguata.

© Sputnik . Vladimir Pesnya
Procedure di controllo delle merci alla dogana dell'aeroporto moscovita di Vnukovo

Ciò nonostante, gli imprenditori russi ed italiani mantengono un’opinione positiva sul “Corridoio Verde” e ritengono che il progetto debba essere revisionato.

Le comunità imprenditoriali dei due paesi propongono alle autorità doganali di Russia ed Italia di creare un gruppo comune di lavoro comune, di cui facciano parte anche rappresentanti dei ministeri di competenza ed associazioni di categoria, per perfezionare insieme il progetto.


LEGGI ANCHE: Corridoio Verde e Sanzioni, che fine fanno le merci italiane in Russia


Le aziende chiedono una riduzione dell’elenco di certificazioni e permessi, la possibilità di sbloccare le merci prima dell’invio della dichiarazione doganale (dilazione nella presentazione della dichiarazione e nei pagamenti)  l’aumento delle dogane partecipanti al progetto, anche con la prospettiva dell’accesso al mercato comune dell’Unione Economia Euroasiatica.

Queste richieste sono state formulate ufficialmente il 17 dicembre 2018 in occasione del Forum Russo-Italiano sulla Cooperazione tra le piccole e medie imprese di Roma.

Nel XVI Consiglio Russia-Italia per la Cooperazione Economica, Industriale e Monetaria, il Ministero dello Sviluppo Economico Russo ha preso atto di queste richieste ed ha convenuto con la parte italiana di continuare i lavori sul “Corridoio Verde”, per migliorare ed ampliare il progetto.

© Sputnik . Aleksandr Kondratyuk
Un'addetta della polizia doganale russa esamina le dichiarazioni di accompagnamento

A distanza di sei mesi da queste istanze, qualcosa si muove. 

Il prossimo 13 giugno a Milano, la Camera di Commercio Italo-Russa, ICE Agenzia – sede di Milano, in collaborazione con il Servizio doganale della Federazione Russa, organizzano un seminario dedicato alle imprese sul tema delle "Semplificazioni doganali nel commercio tra Italia e Federazione Russa”.

Alle aziende presenti verranno illustrati gli aggiornamenti intervenuti nel settore doganale, in particolare proprio quelli relativi al “Corridoio Verde”: il Servizio delle Dogane russo spiegherà le normative in materia di classificazione preliminare delle merci, lo strumento atto a semplificare la procedura di classificazione all’importazione nel territorio russo.

 


 

Secondo i dati dell’Agenzia delle Dogane russa relativi al primo bimestre del 2019, l’interscambio tra Italia e Russia ammonta a 3227 milioni di euro, in aumento del 12,4% rispetto alla stessa rilevazione effettuata un anno fa. Nel periodo gennaio-febbraio 2019 l’export dall’Italia verso la Russia è stato di 1,122 milioni di euro – in calo del 3,7%- mentre l’export dalla Russia verso l’Italia ha fatto un segnare un balzo in avanti del 23,4% per un controvalore di 2 105 milioni di euro.

Tema:
Cooperazione Italia Russia (70)
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Sanzioni, merci, Dogana, Russia, Italia, Interscambio, Economia
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