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06:16 24 Agosto 2019
Ministro dell'energia saudita Khalid Al-Falih

Ministro saudita Khalid Al-Falih pronto a comprare Aurus

© Sputnik . Aleksey Vitvitskiy
Economia
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L’Arabia Saudita, tra i primi 3 Paesi al mondo per estrazione di greggio, è anche una delle figure centrali all’interno di OPEC e OPEC+.

Il ministro saudita dell’Energia, dell’Industria e delle Risorse naturali Khalid Al-Falih ci parlerà di come il mercato del greggio possa essere influenzato dalle sanzioni americane contro l’Iran, di cosa ne sarà dell’accordo OPEC+, della collaborazione con la Russia, della possibile partecipazione al Forum economico di San Pietroburgo e dell’interesse manifestato nei confronti dell’automobile Aurus.

— La ringrazio innanzitutto per la Sua disponibilità ad essere intervistato. È stato annunciato che si recherà a Mosca per guidare la commissione intergovernativa. Tuttavia, non sappiamo nulla della sua partecipazione al Forum economico di San Pietroburgo di giugno.

— Sì, ho intenzione di partecipare a entrambi gli eventi. Sono stato agli ultimi due Forum di San Pietroburgo. Questo evento mi è parso molto utile e ben organizzato. Ho avuto l’opportunità di incontrare non solo i nostri partner russi, ma anche di vedere persone da tutto il mondo, cosa estremamente interessante per noi. Sta diventando un evento non più solo russo, ma globale. Per questo, voglio tornarci. Poi si terrà la seduta della nostra commissione intergovernativa il 10 e 11 giugno.

— Quali documenti verranno sottoscritti in quell’occasione? Ci si preparerà forse alla firma di alcuni contratti?

— Al momento prevediamo di raggiungere la piena implementazione degli accordi già esistenti, di accelerare i nostri progressi in tal senso, alcuni dei quali sono molto importanti e includono contratti e investimenti su vari livelli. A mio avviso, i settori che possono offrire maggiori opportunità di cooperazione tra le nostre due nazioni sono gli investimenti, l’energia e l’industria chimica. Dunque, continueremo a discutere di questi temi e a perseguire i nostri obiettivi. Approfondiremo, inoltre, la nostra cooperazione nei settori di energia, scienza e nuove tecnologie.

Vorremmo anche studiare un altro settore di cooperazione bilaterale, quello spaziale. Spero, poi, che saremo in grado di migliorare la collaborazione nell’agricoltura e allevamento, in particolare quanto alla fornitura a lungo termine di alcuni prodotti russi come la carne. Ad oggi siamo in attesa dei risultati dei test effettuati dall’agenzia preposta, ma, se tutto sarà come prevediamo, si potrà parlare di forniture sul lungo periodo.

Un altro settore molto importante per noi è la cultura e gli scambi ad essa connessi. Vi sono diversi scambi culturali tra i nostri Paesi. L’Arabia Saudita è molto attiva nei settori di turismo e cultura. Inoltre, la Russia è un Paese assai variegato. Qui vivono molti musulmani, nonché rappresentanti di diversi gruppi etnici. Vorremmo che tutti venissero nel nostro regno e mostrassero la loro eredità culturale. Vorremmo vedere la varietà culturale delle regioni russe. Inoltre, vorremmo che l’Arabia Saudita partecipasse maggiormente agli eventi russi. Ad esempio, contiamo che per l’esposizione sull’intelligenza artificiale la delegazione saudita sarà ben nutrita.

— Donald Trump ha dichiarato di esser riuscito a convincere l’Arabia Saudita ad aumentare le forniture di greggio. Le parti hanno davvero discusso con Washington tale questione? Il Regno aumenterà veramente l’offerta di greggio sul mercato mondiale?

— Dopo le dichiarazioni americane noi abbiamo emesso una dichiarazione relativa alle sanzioni sottolineando due aspetti. Accontenteremo le richieste dei nostri consumatori, anche di coloro che intendono sostituire le forniture di greggio iraniano con quello saudita. Confermo la nostra intenzione di soddisfare tutte le richieste di questo tipo. Ma lo faremo rimanendo all’interno dell’accordo OPEC+, lo rispetteremo. Non abbiamo bisogno di superare volontariamente i limiti in esso descritti. Fino alla fine di maggio i valori relativi alle nostre estrazioni sono molto al di sotto di quel limite: la produzione di greggio di Riad è molto meno di 10 milioni di barile al giorno, mentre i valori del greggio esportato sono inferiori ai 7 milioni di barili. Dunque, vedremo quale sarà la situazione a giugno. Ma evidentemente in ogni caso non supereremo i limiti previsti dall’OPEC+. Siamo tranquilli di riuscire a soddisfare i bisogni di consumatori e partner ai sensi dell’accordo e siamo contenti della situazione generale del mercato. Non c’è nulla di cui preoccuparsi.

— Ma Washington ha preso contatti con Riad?

— Io sento i ministri dell’Energia sia dei Paesi-consumatori sia di quelli produttori molte volte alla settimana. Quindi non posso esprimermi riguardo a una nazione o a una giornata in particolare. Posso solo confermare che i nostri rapporti con gli USA sono solidi, coordiniamo la nostra politica energetica, ma anche nei settori dell’efficienza energetica e delle nuove tecnologie. Siamo attenti alle questioni relative al cambiamento climatico. Coordiniamo le valutazioni sul mercato globale dell’energia e della sicurezza energetica. Abbiamo punti di vista comuni. A volte coincidono, a volte no. Ma in generale quanto al bene del mercato energetico ciò che è buono per l’Arabia Saudita, lo è anche per gli USA e per la Russia. Nonostante alcuni problemi politici che possono sussistere tra due Paesi come gli USA e la Russia, è importante che questi Paesi, importanti attori del mercato energetico globali, elaborino una politica congiunta in grado di garantire stabilità al mercato e la sicurezza energetica a livello globale. Il nostro Regno supporta l’instaurazione di rapporti solidi con entrambi in Paesi a livello energetico e tentiamo di unire tutte le parti coinvolte per raggiungere un obiettivo comune.

— Il tre di maggio cesseranno le deroghe alle sanzioni USA sulle esportazioni di greggio iraniano per 7 Paesi. A tal proposito il Comitato ministeriale dell’OPEC+ può far qualcosa per rivedere l’accordo?

— Ritengo che qualunque revisione si terrà dopo luglio. Di recente ne ha parlato anche il presidente Putin in Cina. Noi (l’OPEC+, NdR) ci incontreremo a maggio in Arabia Saudita e a giugno a Vienna. Durante questi incontri passeremo in rassegna i valori fondamentali di mercato sui quali influiscono numerosi fattori: l’economia mondiale, l’aumento delle forniture da alcuni Paesi e l’interruzione di quelle da altri Paesi, la domanda. Bisogna capire come valutare la domanda. E il fattore di equilibrio in questo caso (tra la domanda e le forniture) sono le riserve. Prenderemo in considerazione le riserve: sono di più o di meno del loro livello normale? Correggeremo il livello di produzione a seconda di questo valore. In base a ciò che vedo oggi, penso che troveremo qualche accordo sul livello di estrazione del greggio. Potrebbe rimanere uguale, aumentare o diminuire leggermente. Non so ancora. La mia priorità sarà cercare di calibrare la valutazione di mercato al fine di ottenere una situazione di equilibrio. E ci pronunceremo in tal senso a luglio, quando ci incontreremo.

— Ma in generale cosa ne pensa dell’influenza che la situazione iraniana esercita sul mercato del greggio?

— Non ne ho idea. Penso che le esportazioni dell’Iran non siano poi così centrali. Si specula moltissimo sulle vere cifre ad oggi e su quelle che si registreranno una volta eliminate le sanzioni (quando cesseranno le deroghe per i 7 Paesi, NdR).

L’unico indicatore in mio possesso al momento è il volume di greggio saudita richiesto dai consumatori. Solo le sole cifre a mia disposizione. E al momento sono moderate, la domanda è equilibrata. Non c’è nulla di cui preoccuparsi. Al mercato l’offerta non manca. Ma ritengo che ci concentreremo sul grado di riserve commerciali e tenteremo di correggerlo tramite l’accordo OPEC+ a partire da luglio ed entro la fine dell’anno.

— Ha discusso vari accordi con il RFPI (Fondo russo di investimenti privati), fra cui anche l’acquisto di azioni di Novomet ed Eurasia Drilling. Cosa ne pensa della collaborazione con il RFPI e quando verranno conclusi questi 2 accordi?

Estrazione petrolio
© REUTERS / Sergei Karpukhin/File Photo

— Innanzitutto ci tengo a dire che i nostri rapporti con il RFPI sono molto buoni. È un’organizzazione di prim’ordine che fa il suo lavoro in maniera professionale e osservando gli standard di qualità a livello internazionale. Per quanto ne so, tutte le proposte di investimento che abbiamo ricevuto da loro sono state di alto valore. Ma gli accordi necessitano di tempo e, infatti, stiamo trattando per entrare in Eurasia Drilling.

Da quanto ho capito, vi sono alcune limitazioni imposte dalle autorità russe perché si tratta di un’attività strategica per la Russia. Siamo in attesa di ricevere alcuni permessi.

Quello in Novomet è un piccolo investimento, siamo in attesa dell’approvazione di alcuni documenti tecnici. Spero che la otterremo presto. Ne parleremo a San Pietroburgo a giugno.

— Ha sentito parlare della nuova automobile russa classe lusso Aurus che è stata presentata di recente? È stata creata per il presidente Putin e ora la Russia ha in programma di sfruttare il progetto a lungo termine.

— No, non ne sono al corrente. Ma se riusciste a fare in modo che io abbia l’occasione di vederla a San Pietroburgo, ne sarei contento.

— Probabilmente ne avrete l’occasione perché il presidente Putin talvolta usa quest’auto.

— Sarebbe interessante vederla. So che la Russia ha un settore industriale forte, soprattutto nelle sue applicazioni all’aviazione e allo spazio. Il comparto industriale era forte già in epoca sovietica. Dunque, sono sicuro che la Russia abbia assi nella manica che al momento non sta ancora sfruttando. So che, se voleste produrre qualcosa, sareste in grado di farlo. Sono pronto a comprare una di queste automobili se me la posso permettere. Sapete quanto costa? (Ride.)

— Dipende dal modello e dai comfort aggiuntivi. Un’altra domanda circa l’OPEC+. Il presidente Putin di recente ha affermato a Pechino che non vi sono indicatori relativi all’uscita di qualcuno dall’accordo. Ma il tema viene al momento discusso dagli esperti. Lei è per caso al corrente di qualcuno intenzionato a compiere questo passo?

— No, non penso. Ho tenuto molte trattative con i ministri. Molti di loro vogliono prolungare l’accordo. Ma si deve trattare di una proroga basata su fatti e analisi del secondo semestre dell’anno. Infatti, come ho detto, il nostro principio fondante è la gestione delle riserve globali perché i prezzi non siano eccessivi. Riusciremo a capire meglio la situazione fra 2 mesi quando si terrà l’incontro di giugno.

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USA, Intervista, OPEC, Khalid Al-Falih, Russia, Petrolio, Petrolio, Energia, Arabia Saudita
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