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03:11 17 Settembre 2019
Cina USA

Boom di investimenti americani in Cina

© AP Photo / Andy Wong
Economia
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Le imprese americane stanno aumentando gli investimenti in Cina, nonostante l'incertezza dei negoziati commerciali. Secondo i dati del ministero del commercio cinese, gli afflussi di capitali dagli Stati Uniti nel primo trimestre 2019 sono aumentati del 65%.

I dati sugli investimenti stranieri sono stati annunciati dal vice ministro del commercio cinese alla vigilia del prossimo round di negoziati commerciali tra la Cina e gli Stati Uniti, che si terranno questa settimana a Pechino. All'inizio di aprile, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, era ottimista nel ritenere che un accordo dovesse essere trovato entro poche settimane. Fonti informate dei fatti affermano che sono stati fatti grandi progressi su quasi tutte le questioni.

Ad investire in Cina sono pronte diverse imprese. La tedesca BMW lancerà la produzione della versione elettrica del crossover X3 in Cina. La sudcoreana LG sta investendo quasi un miliardo di dollari nell'espansione di due fabbriche di batterie per veicoli elettrici in Cina. La tendenza al rialzo degli investimenti esteri in Cina è evidente. Ma, mentre le autorità statunitensi accusano la Cina del trasferimento forzato della tecnologia americana, e l'incertezza delle relazioni future sembrerebbe minimizzare qualsiasi attività commerciale tra i due paesi, il business americano, al contrario, è più disposti a cooperare con la Cina. Tesla apre il suo primo impianto a ciclo completo estero a Shanghai. ExxonMobil firma un contratto di 20 anni per le forniture di GNL in Cina.

Huang Weiping, docente di economia presso l'Università popolare cinese, ha spiegato a Sputnik che il trasferimento di tecnologia è la buona volontà dei partecipanti ai processi di business. La Cina non ha mai subito pressioni amministrative. Pertanto, le affermazioni degli Stati Uniti sono più motivate politicamente e non hanno nulla a che fare con la protezione degli interessi commerciali delle loro aziende.

"In primo luogo, gli investimenti statunitensi in Cina vanno principalmente nel settore dei servizi. E le questioni relative alla proprietà intellettuale nel settore dei servizi sono in qualche modo diverse da quelle di cui discutiamo abitualmente, anche nell'ambito dei negoziati commerciali. E se gli Stati Uniti non sono preoccupati per questo problema, allora gli investitori, naturalmente, vengono sul nostro mercato, poiché offre molte opportunità. In secondo luogo, è necessario distinguere chiaramente tra la coercizione del mercato e la coercizione amministrativa. In realtà, la Cina non ha mai costretto nessuna azienda a trasferire la propria tecnologia attraverso misure amministrative. E la pratica del mercato è piuttosto commerciale. Se trasferire la tua tecnologia, nessuno ti costringe a entrare nel mercato cinese. Possiamo anche non acquistare le merci americane e sostituirle, ad esempio, con quelle tedesche. La Germania è tollerante per il trasferimento parziale della tecnologia. Ad esempio, se acquistiamo prodotti stranieri, devono essere revisionati, riparati. Se non viene trasferita alcuna tecnologia, è semplicemente impossibile fornire assistenza per questi prodotti. Ma non è una questione di volontà del governo. Questi sono i requisiti del mercato. Pertanto, credo che le affermazioni degli Stati Uniti confondano due concetti: la coercizione del mercato e quella amministrativa per trasferire la tecnologia. Se il mercato richiede il trasferimento di tecnologia e non vuoi, beh, lascia il mercato. E questo è vero per tutti i paesi, non solo per gli Stati Uniti. Siamo categoricamente contrari alle misure amministrative di coercizione, devono necessariamente essere fermate. Ma la coercizione del mercato è una cosa oggettiva e le aziende hanno sempre la libertà di scegliere", ha detto l'esperto.

Egli ha spiegato che la Cina si sta già spostando su un nuovo livello nella catena del valore. La Cina è arrivata in cima al mondo per numero di brevetti e sta diventando essa stessa un esportatore di tecnologia. Pertanto, la Cina stessa è interessata a proteggere la proprietà intellettuale e gli investimenti indipendentemente dalle pressioni degli Stati Uniti.

A marzo la Cina ha adottato una nuova legge sugli investimenti esteri. Secondo la nuova legge, il trasferimento di tecnologia non dovrebbe essere motivato da misure amministrative, ma può essere solo la buona volontà dei partecipanti nei processi aziendali. Inoltre, le imprese a capitale straniero sono tenute a fornire accesso agli appalti pubblici, alla possibilità di emettere obbligazioni societarie e al rimpatrio degli utili. Tutto ciò, secondo i legislatori cinesi, dovrebbe ulteriormente ispirare gli stranieri a fare nuovi investimenti.

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esperto, Investimenti, USA, Cina
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