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10:29 20 Ottobre 2019
Gazprom

La Germania è destinata a comprare più gas dalla Russia

© Sputnik . Ilya Pitaliov
Economia
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Dopo il fallimento dei tentativi di bloccare la costruzione del Nord Stream 2 e lo scandalo della Conferenza di Monaco sulla sicurezza la retorica americana sul destino del gas russo in Europa ha cominciato a subire cambiamenti interessanti.

L'antico ottimismo riguardo alla possibilità e alla necessità di espellere Gazprom dal mercato europeo è stato sostituito dalla tesi per cui la Germania sarebbe intenzionata (se non praticamente obbligata) a comprare più gas dalla Russia indipendentemente da cosa pensi a tal proposito l'amministrazione di Donald Trump. Proprio di questo fenomeno scrive l'agenzia di stampa americana Bloomberg.

Dunque, i media americani si preoccupano per le società americane e in parte dimostrano un ottimismo non totalmente giustificato quando presentano prospettive rosee ai propri sponsor. Preziosi sono quei rari momenti in cui anche i sostenitori più accaniti degli esportatori americani di GNL e la diplomazia americana riconoscono che l'ennesimo round della lunga guerra per il mercato europeo dell'energia è stato di fatto perso. E il fatto che per la sconfitta degli americani verrà trovata una spiegazione adatta e non troppo ingiuriosa per la presunzione tipica statunitense è già un passo in avanti a suo modo. Nonché una conferma del fatto che almeno a livello di propaganda i nostri avversari sono passati da dichiarazioni su un'inevitabile vittoria a chiarimenti sul fatto che in realtà loro non hanno perso contro Gazprom, ma semplicemente "così sono andate le cose". Oppure, come scrivono i giornalisti di Bloomberg, "i tempi sono cambiati".

Bisogna però dare a Cesare quel che è di Cesare: i giornalisti americani hanno trovato una maniera piuttosto elegante di risolvere un problema spiacevole, ovvero spiegare ai lettori perché Angela Merkel difenda ostinatamente il Nord Stream 2 nonostante la pressione di Donald Trump e di "tutto il mondo libero" rifiutandosi di fatto di far spazio nel mercato tedesco (e dunque europeo) dell'energia al GNL statunitense. Ma non è possibile addurre come spiegazione il fatto che il gas russo è più conveniente. Le società e gli investitori statunitensi pagano le tasse e investono fondi in tutto il mondo non per fare poi concorrenza leale con Gazprom.

Nemmeno l'alternativa "Angela Merkel si sta consapevolmente distanziando dagli USA e sta promuovendo l'indipendenza europea dal (quasi ex) egemone mondiale" è adatta perché le conclusioni che se ne possono trarre sono sconfortanti non solo per l'amministrazione Trump, ma per l'intera nazione. Per esclusione per spiegare idealmente l'inflessibilità tedesca nella questione dell'importazione di gas dalla Russia è stato scelto di addurre l'amore tutto tedesco per l'ecologia e l'energia verde che avrebbe letteralmente spinto Merkel ad abbracciare il gigante russo del gas.

Bloomberg riporta: "Il gas permetterà alla cancelliera Merkel di chiudere le centrali elettriche nucleari e a carbone che producono metà del fabbisogno energetico del Paese. Mentre il governo tenterà di promuovere il ricorso a fonti rinnovabili, investitori ed esperti ritengono che serva più gas per bilanciare il mix energetico del paese quando la produzione di energia elettrica nelle centrali eoliche e fotovoltaiche diminuirà. Questo punto di vista ci permette di capire perché Merkel permetta la costruzione del gasdotto Nord Stream 2 e promuova la creazione di nuove strutture per l'importazione di GNL".

Da questo estratto parrebbe di capire che senza il gasdotto russo la Germania non riuscirebbe ad effettuare alcuna transizione verde. Dunque, nel nome dell'ecologia (e per i borghesi e gli imprenditori occidentali di oggi l'ecologia è sacra) bisogna sopportare il Nord Stream 2 e il brusco calo di entrate le quali prima la "giovane democrazia ucraina" otteneva dal transito del gas russo sul suo territorio. Dopotutto, l'ecologia è molto più importante delle finanze dell'Ucraina. La situazione è insolita: non vi è alcun conflitto tra Washington e Berlino, vi è solo il coerente desiderio della Germania di garantire la realizzazione del progetto di transizione dell'economia tedesca verso un modello più verde che, a quanto pare, non può funzionare senza enormi volumi di gas naturale (possibilmente a basso costo, dunque russo). L'oscuro segreto di questo modello ecologico è il fatto che in pratica non è sostenibile senza fonti di energia convenzionale che possano essere attivate all'occorrenza per compensare gli inevitabili sbalzi caratteristici della produzione di energia rinnovabile.

Questo cambiamento di retorica può avere conseguenze politiche. Se la retorica di Bloomberg diventerà quella dominante in Occidente, i sostenitori del Nord Stream 2 non saranno persone che comprendono il punto di vista di Putin, ma gente impegnata nella difesa del pianeta dal riscaldamento globale. Questo non può non essere motivo di gioia. Sarebbe divertente se lo stesso discorso venisse utilizzato dalla diplomazia russa: infatti, questo permetterebbe di incolpare l'amministrazione di Trump di voler minare i progetti per la transizione del settore energetico tedesco.

Lo slogan "Salva il pianeta, compra gas da Gazprom!" è una trovata lungimirante per il gigante russo.

Se le stime riportate nell'articolo di Bloomberg riguardo all'aumento dei consumatori tedeschi di gas importato dalla Russia si riveleranno vere anche solo parzialmente, Berlino garantirà chiaramente il suo pieno sostegno a medio e lungo termine al Nord Stream 2 proprio come accadde per il Nord Stream 1 nonostante la resistenza esercitata da Trump e dalla Commissione europea. Tra l'altro, anche in questa eventualità gli investitori delle società americane di GNL possono contare su un punto positivo: agli esportatori statunitensi rimarrà quella parte di mercato per la quale non c'è gas russo a sufficienza. Una cosa da poco chiaramente, ma Donald Trump saprà pubblicizzarla a dovere.

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Tags:
Nord Stream 2, gas, gas naturale liquefatto, Bloomberg, Vladimir Putin, Donald Trump, USA, Russia, Germania
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